Home » In primo piano » Itinerari aquilani » I sentieri dell’eremita
Le vicende di San Franco, eremita del Gran Sasso, lungo un percorso che, da Poggio Roio a Lucoli, passando per Assergi, conduce l’escursionista nel cuore della montagna.
Autore: Sandro Cordeschi - Lhasa
San Franco, in accordo con la leggenda e gli scarsi documenti storici sulla sua vita, nacque probabilmente nella frazione di Roio Poggio, da umile famiglia.
L'itinerario parte dal Santuario di Poggio Roio, consacrato alla Madonna e vi porta all’Abbazia di San Giovanni di Lucoli, con il suo chiostro, prezioso documento dell’architettura medievale dell’Italia Centrale.
Qui San Franco dimorò alcuni anni ed in seguito divenne Abate. Egli desiderava un rapporto diretto con la Divinità e decise di cercarlo attraverso il contatto immediato con la natura, nelle sue forme più dure, ma più affascinanti. Si incamminò quindi verso la catena del Gran Sasso e dimorò per breve periodo nel villaggio di Assergi, soggiorno di pastori e poi borgo fortificato, dove, nella cripta di una stupenda chiesa medievale, sono ancora conservati i suoi resti. Il Santo scelse la solitudine della montagna anche se memore della vocazione pastorale tornava di tanto in tanto nella valle.
Sulle pendici del Gran Sasso sono tre i luoghi che testimoniano la sua presenza: l’eremo di Peschioli, a circa 1.500 metri di quota, quasi in corrispondenza con la stazione intermedia della vecchia funivia, dove una grotta parla di una solitudine meditativa e rischiosa. Ancora oggi, infatti, il luogo è difficile da rintracciare e la grotta quasi irraggiungibile per chi non possieda esperienza alpinistica e attrezzatura adeguata e non voglia rischiare un salto nel vuoto.
La seconda grotta, quella dove il Santo dimorò più a lungo e dove, secondo la leggenda, morì in tarda età, si trova sotto Pizzo Cefalone, a 1.800 metri di quota, in un ambiente severo e panoramico. Il sentiero per raggiungerla non è evidente ed il percorso è davvero faticoso e non privo di ostacoli naturali. Si consiglia solo a chi abbia notevole esperienza di escursioni in montagna.
Il terzo eremo, quello più popolare (l’Acqua di San Franco), si trova a mezza costa sulle pendici del monte che dal Santo riceve il nome. Qui il Santo, assetato, fece miracolosamente sgorgare acqua dalla roccia e, tra i suoi tanti miracoli, questo è uno dei più conosciuti.
All’acqua vengono tuttora attribuite qualità taumaturgiche e nei giorni della festa del Santo (5 giugno e Ferragosto) una folla di pellegrini, provenienti anche dal Teramano, raggiunge la cappelletta e le sottostanti cascate per bagnarsi. Si notano anche fedeli anziani salire lungo la sterrata che, a partire dalla strada asfaltata “del Vasto” conduce fino alla fonte e al luogo sacro, dal quale si gode anche di una straordinaria vista sulla vallata e sui paesi sottostanti.
km 11
42.332 N - 13.379 E
Poggio di Roio, Roio piano, Roio colle, Santa Rufina di Roio, sono i quattro agglomerati o ville facenti parte di un territorio collinare alla periferia dell'Aquila a circa 831mslm, accorpati al capoluogo per creare la “Grande Aquila” a seguito del Regio Decreto del 1927.
La vallata ed il suo territorio sono noti soprattutto per il Santuario Mariano dove è venerata la statua della Madonna di Roio (1578) trasportata da Ruvo di Puglia da pastori transumanti con le loro greggi. Sul colle di Roio sorge una pineta nei pressi della quale hanno sede le due facoltà universitarie di Economia e Commercio ed Ingegneria.
Nel territorio di Roio è stato ufficialmente localizzato l'epicentro del disastroso terremoto del 6 Aprile 2009. Molti gli edifici gravemente danneggiati tra i quali il Santuario e la chiesa parrocchiale dei Santi Nicandro, Marciano e Rufina.
km 30.7
42.294 N - 13.341 E
San Giovanni Battista di Lucoli è il patrono del comune “sparso” di Lucoli composto da diverse ville e piccoli centri, almeno 17, abitate da circa un migliaio di abitanti.
L'abbazia di San Giovanni, edificata nel 1077, ha subito durante i secoli diversi restauri. A seguito del sisma del 1703 fu trasformata in stile barocco, successivamente durante l'opera di restauro del 1994 è stata riportata al suo stile originario.
km 4.97
42.416 N - 13.507 E
Alle pendici del pizzo Cefalone e del Gran Sasso sorge Assergi a 867mslm. Fondato per alloggiarvi gli operai impiegati dai Romani nelle miniere.
In località detta “del forno” sono presenti i ruderi della “vestina” Prifernum. Particolare risalto merita la chiesa di Santa Maria Assunta costruita nel 1150; in origine un monastero benedettino. La cripta, originariamente la chiesa primitiva di San Franco, è stata in parte scavata nella roccia. Assergi è un centro di notevole interesse speleologico ed archeologico con ritrovamenti risalenti alla seconda metà dell'età del ferro.
Nella stagione invernale è meta del turismo sciistico del Gran Sasso 2914mslm.Vi hanno sede l'ente Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga ed i laboratori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
km 14
0.000 N - 0.000 E
Il piccolo e suggestivo Eremo di Peschioli si trova nel comune di Assergi, lungo il sentiero che porta al Passo della Portella.
La grotta dal difficile accesso è di forma allungata ed è sormontata da una volta a sesto poco accentuata. La leggenda narra che fu rifugio di San Franco e che lo stesso santo soleva appoggiare il capo in un piccolo incavo naturale detto per l’appunto “guanciale di San Franco” e al quale si attribuiscono proprietà curative contro l’emicrania. L’eremo subisce nei secoli alcuni interventi per renderlo più confortevole.
km 9.6
42.460 N - 13.431 E
La tradizione popolare, racconta che l'eremo, situato nella valle del Vasto, fosse il rifugio scelto da San Franco (1156 – 1226) quando, dopo un lungo pellegrinare giunge nei pressi di Assergi e qui prende dimora per seguire la sua vita di eremita.
Da una rupe, a seguito delle sue preghiere, cominciò a zampillare miracolosamente dell'acqua, che oggi come allora molti pellegrini raggiungono per ottenere la guarigione dalle malattie della pelle.
Ancora oggi ad Assergi viene celebrata ogni anno la festa del Santo il 5 Giugno.
42.441 N - 13.501 E
La valle pedemontana denominata del Vasto si incontra alla base della catena occidentale del Gran Sasso, tra il Monte Pizzo Cefalone e il Pizzo di Camarda e vicino al torrente Raiale.
Il territorio si presenta articolato su grotte di diverse grandezze tra le quali si distacca per interesse geologico ed antropologico la Grotta Amare: l'antro di origine carsica si trova a 960 m.s.l. ed è stato plasmato in quattro spazi visitabili attraverso un accesso aereo.
È stato rifugio di ominidi fino all'età del bronzo e ne sono testimonianza suppellettili e i resti scheletrici di tre individui risalenti a periodi differenti.