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Escursione nel centro dell'Aquila attraverso i quarti della fondazione.
Autore: Maria Rita Acone - Associazione di Promozione Sociale Panta REI
Città particolare nel suo disegno urbanistico che nasce dalla sua storia.
La chiesa, la piazza e la fontana sono gli elementi simbolici e irrinunciabili dei numerosi locali voluti dagli abitanti dei tanti castelli e villaggi del territorio circostante che per ragioni economiche e politiche hanno fondato a metà del '200 la città nuova.
Si è creata così una particolare struttura nucleare policentrica in cui ogni locale aveva il suo centro nella piazza con chiesa e fontana.
La progettazione urbana rispecchiava un’organizzazione amministrativa in quanto la città e il territorio costituivano un unicum e gli abitanti extra e intra avevano gli stessi doveri e diritti.
La successiva aggregazione in quarti (1276) definisce le cosiddette chiese capo-quarto cioè le chiese collegiate dei locali più importanti: Santa Maria (Paganica), San Pietro di Coppito, San Giovanni di Lucoli (ora San Marciano), San Giorgio di Bazzano (ora Santa Giusta).
Le chiese capo quarto acquisiscono già nel ‘300 grande rilevanza e si affermano come poli di aggregazione per l’edificazione dei nuovi edifici. Nello stesso periodo si impone architettonicamente la tipologia tipica aquilana della facciata piana, rettangolare coprente la struttura della chiesa, a coronamento rettilineo.
Le bianche facciate in pietra ancor oggi danno un’impronta particolare alla città e particolare emozione a chi riesce ad ammirarle sotto i raggi del sole al tramonto.
km 0.52
42.353 N - 13.400 E
Nella zona più alta del centro storico, Piazza Santa Maria Paganica è impreziosita da alcuni edifici aristocratici, come il palazzo Ardinghelli e il palazzetto Colantoni, del XV secolo, mentre sull’adiacente via Accursio si trovano la casa medievale detta “di Buccio” e il palazzo Benedetti con il suo notevole cortile cinquecentesco.
La chiesa di Santa Maria Paganica è la più grande chiesa capo-quarto costruita dagli abitanti di Paganica con la vicina duecentesca chiesa di San Giustino abbattuta nel 1934. L’attuale impianto risale alla ricostruzione settecentesca seguita al distruttivo terremoto del 1703 e presenta all’interno un’imponente navata con cappelle laterali, un grande transetto cupolato e abside semicircolare. Di particolare interesse la possente torre campanaria che è oggi da alcuni studiosi interpretata come una preesistente struttura difensiva e lo splendido portale laterale dell’inizio del ‘300. Lungo il lato settentrionale della chiesa è inserito uno splendido portale in pietra bianca e rosa datato alla metà del XIII secolo e appartenente probabilmente all’antica chiesa duecentesca. Preziosa è la facciata in conci di pietra calcarea risalente al 1308 come attestato dalla data scolpita sull’architrave. Il portale principale con bassorilievi, colonnine a fascio e ricchi capitelli è tra i più antichi della città e con il rosone e la bianca cortina in pietra che li accoglie, completa uno tra i primi e più riusciti esempi di facciata piana, rettangolare, a coronamento rettilineo tipica dell’architettura religiosa aquilana.
L'edificio è stato gravemente danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009.
km 0.59
42.353 N - 13.396 E
La chiesa capo quarto fu costruita da Poppletani nella seconda metà del ‘200 e vide un animoso quartiere svilupparsi nei primi secoli della vita aquilana con famiglie importanti come i Camponeschi, i Pretatti i Gaglioffi. Di grande qualità la facciata ripristinata dopo importanti restauri negli anni ’70 del ‘900 che fu forse prima ed esempio per le altre cittadine. Schema quadrangolare, superficie levigata e luminosa con cornice marcapiano che la divide in due ordini, terminazione orizzontale con arcatelle cieche romaniche poggiate su elementi zoomorfi integrati con elementi moderni. I due leoni in pietra posti a guardia dell’ingresso sono di epoca romana. L’interno, pur nella sua asimmetricità, appare funzionale sia alle riunioni liturgiche sia a quelle dei parlamenti di locale e di Quarto. Presenti in origine cicli pittorici di cui oggi è possibile ammirare solo dei resti tra cui il ciclo di affreschi trecenteschi nell’abside ad occidente.
Il portale laterale di stile borgognone, la duecentesca torre ottagona, lo splendido portale del primo ‘300, la piccola navata destra con pilastri di stile romanico che documentano una probabile chiesa della prima metà del ‘200, non sono che alcuni degli elementi che rendono questa chiesa una delle più compiute creazioni architettoniche della città.
km 0.57
42.349 N - 13.395 E
La chiesa capo quarto dei Santi Marciano e Nicandro ha sostituito la distrutta chiesa di San Giovanni di Lucoli il cui splendido portale è stato riutilizzato per la chiesa di San Francesco di Paola situata in via XX Settembre. La piazza, non molto vasta, oltre la chiesa presenta la facciata tardo settecentesca di palazzo Rustici e la fontana in pietra ricostruita dopo il terremoto del 1703.
La chiesa fu edificata all’inizio del ‘300 dagli abitanti di Roio e ricostruita con dimensioni minori dopo il terremoto del 1461 come è ancor oggi evidente osservando i resti dell’originaria abside; la parte inferiore della facciata è stata ricomposta con elementi originari di inizio trecento data cui risalgono anche il portale e il rosone. Sul portale minore si ammira una lunetta scolpita in pietra e all’interno affreschi e rilevanti tele del ‘600.
42.347 N - 13.399 E
Sulla piazza oltre la chiesa, tra le più antiche della città e la bella fontana in pietra con sette facce individuate da colonne addossata alla facciata, si ammirano le belle facciate dei palazzo Bonomo-Ximenes sul lato meridionale che risale al XV secolo con successive modifiche, palazzo Dragonetti che occupa un intero isolato e che nelle forme attuali risale al XVIII secolo e di fronte alla facciata palazzo Centi, che rappresenta la sintesi dell’espressione barocca aquilana.
La chiesa fu parrocchia degli abitanti di Bazzano e dedicata a Santa Giusta come la chiesa dell’abitato extra-moenia che è oggi una delle più suggestive e antiche dell’aquilano. L’impianto due-trecentesco è sostanzialmente conservato e di particolare preziosità è la facciata in conci levigati, a coronamento rettilineo,con partitura in tre bande con lesene, sia sopra che sotto la cornice marcapiano esempio unico in città. Il grande rosone ricco di decorazioni floreali e umane e il portale neo-romanico completano l’insieme. Anche l’abside conserva le evidenze della chiesa trecentesca nonostante le modifiche risalenti al ‘600 e al ‘700 e all’interno sono visibili a destra i pilastri ottagonali simili a quelli di San Pietro e Santa Maria di Collemaggio e pilastri a fascio con affreschi coevi.
Su via del Grifo è visibile un piccolo portale in stile borgognone e sul lato che dà sulla piazza un bel portale degli inizi del ‘300 inserito nel ‘700 sulla facciata del transetto costruita in pietra concia porosa nel dopo terremoto del 1316.