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I monti dell'ovest

Appare sbalorditiva la quantità di sfumature che il verde e il bianco, a seconda delle stagioni, sanno offrire alla vista di chi vagabondi nella fascia distesa tra il bordo orientale del Lazio e quello occidentale del Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga.

208 Voti | Media: 3 su 5

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  • Lunghezza: 103.8 km
  • Tappe: 1
  • Durata consigliata: 1 Giorno
  • Mezzo consigliato: Auto/Moto

Autore: Errico Centofanti

Appare sbalorditiva la quantità di sfumature che il verde e il bianco, a seconda delle stagioni, sanno offrire alla vista di chi vagabondi nella fascia distesa tra il bordo orientale del Lazio e quello occidentale del Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga.

Nel territorio di Lucoli (Altitudine 955, Abitanti 1060), signoreggiato dalla spettacolare stazione sciistica di Campo Felice, incontrate  la parrocchiale di San Giovanni Battista del sec. XII, col ricco apparato decorativo spaziante dagli apporti medioevali a quelli rinascimentali e barocchi. Nella valle del Velino, Cagnano Amiterno (Altitudine 840, Abitanti 1650) offre la chiesa della Madonna delle Grazie, che conserva una pregevole croce cinquecentesca. Alle falde dell’aspro Monte Calvo sorge Scoppito (Altitudine 820, Abitanti 2450) da dove proviene il gigantesco fossile preistorico dell’Elephas Meridionalis riassemblato nel Forte Spagnolo dell’Aquila.
Nella parrocchiale di San Giacomo si conserva una bella statua lignea del sec. XVII. Nella frazione Civitatomassa, presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie, sorge il “Ponte Nascosto”, ardito manufatto romano a arcata unica facente parte della Via Cecilia. A Villagrande, che è il principale centro abitato di Tornimparte (Altitudine 830, Abitanti 3080), c’è la magnifica parrocchiale di San Panfilo, tra le cui preziosità emerge il quattrocentesco ciclo di affreschi di Saturnino Gatti.
A breve distanza, gli splendidi laghi di Rascino e della Duchessa.

  • Lunghezza: 103.8 km

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km 31.6

Lucoli

42.292 N - 13.339 E

Lucoli è un paese di quasi mille abitanti nella provincia dell'Aquila, situato a 956 mslm. E' distante 18 Km dal capoluogo e fa parte della Comunità Montana Amiternina, nei pressi delle stazioni sciistiche di Campo Felice.

E' composto da 15 frazioni: Piaggia, Casavecchia, Colle, Collimento, Lucoli Alto, Spogna, Spognetta, Prata, Peschiolo, Santa Croce, Casamaina, Mancino, S.Menna, S.Andrea e Francolisco.

Il nome Lucoli deriva dal latino “Luculus”, cioè bosco sacro. Nasce dall'aggregazione di alcuni contadini attorno attorno al Monastero di San Giovanni. E' abitato fin dall'età dei sabini, le prime fonti però sono di epoca medioevale. Nel 926, la contea abruzzese più importante è quella di Celano, alla morte del suo conte Berardo il Francico la contea viene suddivisa in ulteriori territori fra cui Collimento di Lucoli, dove oggi ha sede il municipio.

Nel 1254, Lucoli ha contribuito alla fondazione dell'Aquila edificando il quartiere di San Giovanni di Lucoli, poi San Marciano. Da segnalare la chiesa di San Menna citata in una bolla papale del 1215; la chiesa di San Michele Arcangelo del XVI secolo ad unica navata e con volta a botte affrescata. La parrocchiale di San Giovanni Battista fa parte di un complesso monastico fondato nel 1077 da Odorisio dei Marsi che rimane in auge fino al suo abbattimento del 1462 da parte di Papa Pio II. Attualmente sono visibili solo alcune parti dell'esterno ed un convento adiacente. Da visitare l'interno della chiesa.

Di rilevanza turistica le stazioni sciistiche di Campo Felice, impianti che offrono attrezzatura all'avanguardia e due scuole di sci fra le più preparate d'Italia. Gli impianti sono contornati da cime importanti ed innevate come il monte Rotondo, il monte Puzzillo ed il monte Pursillo. Le stazioni sono dotate anche di impianti di innevamento programmato in grado di innevare fino a 16 Km di pista.

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km 21.1

Cagnano Amiterno

42.452 N - 13.225 E

Cagnano Amiterno è un comune di quasi 1500 abitanti in provincia dell'Aquila, situato a 851 mslm. Fa parte della Comunità Montana Amiternina e comprende le frazioni di Colli, Collicello, Corroccioni, Fiugni, Fossatillo, Sala, San Giovanni, San Pelino, Termine di Cagnano. Il suo territorio rientra nel Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga.

Il nome Cagnano deriva dal latino Camnius. Nel 1254, con il nome di Canzanum contribuisce con altri castelli alla fondazione dell'Aquila. Nel 1336 è centro di forti scontri tra le famiglie aquilane dei Pretatti e dei Camponeschi. Nel 1703 viene distrutto quasi completamente da un violento terremoto che si ripete nel 2009, stavolta con meno danni.

Dal punto di vista naturalistico, da segnalare il piano carsico di Cascina con piante già studiate nell'antichità per alcune proprietà farmacologiche. Sempre nel piano di Cascina è presente Casale Dragonetti con una torre che attualmente è una piccionaia e i ruderi del castello omonimo. 

Da vedere la parrocchiale di San Cosma del XVI secolo con portale rinascimentale, contenente due statue lignee dei Santi Cosma e Damiano.

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km 3.2

Scoppito

42.372 N - 13.256 E

Scoppito è un comune di quasi tremila abitanti in provincia dell'Aquila, situato a 820 mslm. Fa parte della Comunità Montana Amiternina e sorge sugli antichi insediamenti di Foruli e Amiternum. Il paese è composto da diverse frazioni: Casale, Cave, Civitatomassa, Collettara, Cupoli, Forcellette, Madonna della Strada, Santa Dorotea, Santa Maria, Scoppito, Sella di Corno, Vallinsù, Vigliano.

E' probabilmente il primo centro sabino del territorio di cui ci riferisce anche Catone. Nel 1254, contribuisce con altri castelli, alla fondazione dell'Aquila. I ritrovamenti più significativi vengono fatti nella frazione di Civitatomassa, sorta sui resti del vicus romano Foruli. Foruli acquisisce prestigio grazie alla sua posizione, infatti è edificato ad uno dei capi della Via Claudia Nova, principale via di comunicazione con l'area vestina. Anzi, è proprio grazie ad un ritrovamento fatto a Civitatomassa che si comprende che Foruli rappresenta proprio il punto di partenza della via Claudia Nova.

I primi scavi di Civitatomassa risalgono al 1892 e riportano alla luce numerose testimonianze della civiltà di Foruli come i ludi Augusti, cioè giochi dedicati ad Augusto, del 2 d.C. ed un iscrizione dedicata a Tiberio. Ancora importanti due documenti epigrafi, un'iscrizione in onore di Marco Aurelio “Ex Re Publica Sua”, il processo verbale sul conferimento del patronato a C. Sallius Sofronius Pompeianus. Per Foruli passa anche Annibale per arrivare di sorpresa alle porte di Roma ed evitare le truppe nemiche. Dell'abitato di Foruli rimangono alcuni ruderi e, nella piazza centrale, si possono ammirare ancora le fondazioni di un probabile edificio pubblico, una statua mutilata ed un silos. Sempre nei pressi della piazza, è visibile un ponte romano del I secolo a.C. detto “Ponte Nascosto”. Il ritrovamento sicuramente più conosciuto, fatto a Scoppito, è quello dell'Elephas Meridionalis, esemplare di quasi un milione di anni fa vissuto nella conca aquilana, conservato, fino al terremoto del 6 aprile 2009, nel Forte Spagnolo dell'Aquila.

Da vedere la chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo in piazza Emanuele III; la chiesa di San Valentino; la chiesa di San Bartolomeo Apostolo completamente costruita in roccia e la chiesa di San Pietro Apostolo nel borgo di Sella di Corno. 

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km 8.9

Civitatomassa

42.353 N - 13.279 E

Civitatomassa è una frazione del comune di Scoppito posta sulla s.s. 17 per Rieti, sulla direttrice della via Salaria.

Sorge sull'antica città romana di Foruli, nella quale nasce l'importante snodo della Claudia Nova. Da notare il ponte romano del I secolo a.c., dall'arco a tutto sesto, detto anche Ponte Nascosto. Vicino si trova la chiesa di Madonna del Mazzetto. All'interno vi si mantiene intatta parte di un prezioso affresco datato fine '400, rappresentante la Madonna del Latte: la Vergine viene ritratta nell'atto di allattare il Bambino.

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km 0.5

Villagrande di Tornimparte

42.296 N - 13.301 E

Villagrande è una delle più grandi e abitate frazioni del comune di Tornimparte, situata vicino al confine con il Lazio.

Come il resto del territorio di Tornimparte gli insediamenti della zona risalgono all'epoca romana; i primi abitanti sono i sabini, poi il territorio diventa feudo dei Piccolomini e dei Colonna.Da vedere la Chiesa di San Panfilo risalente all'anno mille, a quattro navate, al cui interno è possibile ammirare gli affreschi di Saturnino Gatti (seconda metà del '400). Altro esempio di architettura religiosa nella frazione è la Chiesa di San Vito del XIV secolo.

A Villagrande hanno sede gli uffici del Comune e si svolge annualmente, ad ottobre, la Festa e fiera dell’Addolorata, importante momento di aggregazione sin dalla sua istituzione.

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km 38.5

Tornimparte

42.298 N - 13.297 E

Tornimparte è un comune di circa tremila abitanti della provincia dell'Aquila, situato a 830 mslm e costituito da numerose frazioni: Barano, Capo La Villa, Capolitto, Case Tirante, Castiglione, Colle Farelli, Colle Farni, Colle Fiascone, Colle Marino, Colle Massimo, Colle Perdonesco, Colle Santa Maria, Colle San Vito, Forcelle, Molino Salomone, Palombaia, Piagge, Pianelle, Piè La Costa, Piè la Villa, Rocca Santo Stefano (Collecastagno), San Nicola, Viaro, Villagrande (Sede Comunale). Fa parte della Comunità Montana Amiternina.

Il nome Tornimparte deriva da “turres in partibus”, cioè fortezze dislocate in varie parti. Si ha notizia delle origini di Tornimparte fin da epoca romana. I primi abitanti sono i sabini, poi il territorio diventa feudo dei Piccolomini e dei Colonna. Nel 1254, contribuisce alla fondazione dell'Aquila con San Vito.

Da segnalare la parrocchiale di San Panfilo del XIV secolo a quattro navate e portale romanico. La chiesa è affrescata da Saturnino Gatti con la rapprsentazione del paradiso sul soffitto, ed altri affreschi che simboleggiano la cattura di Gesù, la flagellazione, la deposizione, la resurrezione. Ci sono, fra gli altri, anche affreschi di Francesco da Montereale ed una preziosa croce d'argento del Seicento.

Nella frazione di Castiglione, da non perdere il Castello di Sant'Angelo di Castiglione chiamato, in dialetto, “Ju Castellacciu”, eretto nell'età del feudalesimo e tanto imponenete da dominare tutta la vallata.

Caratteristica la manifestazione che si tiene ogni anno, il Primo Maggio: “Ju Calenne”, per festeggiare l'arrivo della bella stagione e si svolge innalzando un grande tronco, attorno al quale si raduna il paese fra giochi popolari, danze e riti.

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San Benedetto in Perillis

42.184 N - 13.771 E

San Benedetto in Perillis (Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli) è un comune di poco più di 100 abitanti situato a 820 mslm.

Nel 1254, contribuisce con gli altri castelli alla fondazione dell'Aquila.

All'interno del paese si rintracciano importanti origini medioevali soprattutto nel centro storico racchiuso in cinta murarie. Da visitare il monastero di San Benedetto in Perillis (1073), e nei suoi pressi la chiesa di San Benedetto, di origini medioevale, fra le più antiche della regione.

Interessante la Grotta di Zupone, chiamata “il Parlamento” in quanto vecchio punto di aggregazione degli abitanti: la Grotta fa parte di un sistema di circa settanta Grotte dislocate nel paese. In evidenza anche il Museo della cultura Materiale, un frantoio dell'Ottocento funzionante, un antico telaio.