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Escursione alle gole di Celano

Dalla Valle d’Arano traversata lungo il Canyon più spettacolare d’Abruzzo.

121 Voti | Media: 1 su 5

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  • Lunghezza: 11.9 km
  • Tappe: 1
  • Durata consigliata: 1 Giorno
  • Mezzo consigliato: A piedi/Escursionistico

Autore: Claudio Persio - Accompagnatore di media montagna della Regione Abruzzo

Valutazione difficoltà: E (escursionistico) – itinerario segnalato – EE (escursionisti esperti) se si percorrono le due deviazioni descritte.
Dislivello: m 550 circa, tutti in discesa
Durata: 1 giorno – tempo di percorrenza: h 3:00/3:30 escluse le soste e le deviazioni.
Punto di partenza: Valle d’Arano m 1.300 (comune di Ovindoli – AQ)
Punto di arrivo: Località Le Foci m 770 circa (comune di Celano – AQ)

Da Ovindoli prendete la strada asfaltata che conduce alla Valle d’Arano. Sorpassata la località Acqua delle Fate la strada si inoltra nella Valle d’Arano. Al termine dell’asfalto (circa tre chilometri da Ovindoli) parcheggiate presso il Ponticello di Valle d’Arano (quota 1335 ca.).
Seguite la strada bianca costeggiando la valle sulla destra. Dopo un breve tratto tra gli alberi lasciate la strada e seguite la pista che passa al centro della valle. Superato un piccolo ponte si raggiunge un bel fontanile in pietra e quindi, sempre lungo la pista, un area attrezzata per pic nic (qui arriva la strada bianca) con un altro fontanile.

Attraversate un ultimo ponticello e, fatti alcuni metri lungo la strada, scavalcare il dosso sulla sinistra (nei pressi punto di ristoro) dove una traccia di sentiero si inoltra in un bosco di faggi e noccioli. Attraversato il bosco giungete sul bordo di un ripido gradino dove si gode una visione complessiva del percorso da fare (bel punto panoramico). Il sentiero adesso prosegue ripido tra piccoli passaggi rocciosi e subito si inoltra in una pineta (eremo di San Marco alle Gole).
Scendete tutta la pineta fino a raggiungere il fondo delle Gole (attenzione tutto il tratto compreso dal punto panoramico al fondo delle gole deve essere percorso con attenzione perché alquanto ripido).
Continuate in piano fino a giungere sul greto del torrente dove alcune indicazioni segnalano la Fonte degli Innamorati (deviazione breve e consigliabile) ottimo posto per fare una sosta. Continuate lungo il sentiero principale e, dopo un tratto più ampio, arrivate alla “strettoia” che appare quasi all’improvviso con le sue alte pareti compatte e verticali. Il posto è veramente suggestivo e si può ammirare la forza del torrente che nei secoli ha scavato e lisciato la roccia per aprirsi il passaggio verso il Fucino. Lungo le pareti infatti sono presenti numerose marmitte d’erosione, che poste a diverse altezze, testimoniano la tenacia e la violenza delle acque che le hanno scavate. Superata la “strettoia” il percorso continua pianeggiante, serrato tra le montagne del Secino (a sinistra) e della Serra (a destra), fino a giungere ad un tratto più stretto (la larghezza non supera i due/tre metri) dove sulle pareti laterali si notano numerosi fori utili un tempo ad alloggiare le travi e le passerelle necessarie a superare l’eventuale acqua presente nel periodo invernale. Oltre questo punto il percorso si fa via via più aperto fino ad arrivare al piazzale delle Foci.
L'itinerario si può percorrere anche dal punto di arrivo, dalla piazza di Celano seguite la S.S. 5 bis in direzione dell’Autostrada. Fuori dal paese, in prossimità di una netta curva a destra, prendete una stretta via (indicazione Le Foci) e seguirla fino al termine.
Ampio slargo per il parcheggio.

Da Ovincoli o da Celano

  • Lunghezza: 11.9 km

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km 11.91

Ovindoli

42.138 N - 13.517 E

Situato a quota 1397 mslm si apre all'Altipiano delle Rocche dal versante marsicano, tra il Monte Velino e il Sirente. Nasce come rifugio per le popolazioni della valle, attaccate dai barbari fra il IX e il XIII secolo.

Il centro offre un tipo di turismo prettamente montano, nel periodo estivo e sopratutto in quello invernale con gli impianti sciistici del Monte Magnola. Inoltre il paese è conosciuto per la presenza dell'orso marsicano, del lupo ed altre specie animali, nonché di una ricca flora.

Nella frazione di San Iona  è da visitare il borgo fortificato, mentre quella di San Potito ha sede una villa imperiale e i ruderi di un castello medioevale.

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Celano

42.087 N - 13.541 E

La città di Celano sorge all'interno dell'altopiano del Fucino a circa 650 mslm. I primi insediamenti umani nell'area risalgono a circa 18000 anni fa con le prime palafitte e una necropoli con tombe a tumulo. Celano ha subito nel corso dei secoli la stessa sorte di altri centri nati sul perimetro del lago del Fucino soggetti alle continue esondazioni ed al conseguente abbandono del territorio.

L'abitato in seguito al susseguirsi delle esondazioni si spostò verso le pendici più sicure del vicino monte Tino. Il conte Pietro Berardi nel 1392 fece edificare sul monte Tino un castello che divenne il simbolo dell'autorità comitale. Nel secolo XIX il trauma ambientale e le drastiche variazioni climatiche causate dal prosciugamento del Lago Fucino segnarono l'inizio del fenomeno dell'emigrazione, aggravato dal devastante terremoto del 1915, che distrusse gran parte del centro storico ed uccise un terzo della popolazione celanese.

Oggi a Celano è ancora possibile visitare diversi monumenti e chiese quali: San Giovanni Battista, San Francesco, Sant'Angelo, Santa Maria Valleverde. La città è anche sede del museo preistorico e del castello Piccolomini.