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Colli, borghi, vallate tra natura e cultura

Itinerario per mountain-bike, la cui parte centrale può essere percorsa anche a piedi. Coniuga la conoscenza di un ambiente naturale peculiare con la presenza di testimonianze storiche di età diverse.

297 Voti | Media: 4 su 5

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  • Lunghezza: 9.4 km
  • Tappe: 1
  • Durata consigliata: 1 Giorno
  • Mezzo consigliato: Bicicletta, Cavallo

Autore: Sandro Cordeschi - Lhasa

Si parte dalla vecchia aia del paese di Monticchio (luogo natale dell’eroe di guerra Andrea Bafile), oggi luogo di ritrovo popolare. Attraversate una porzione del borgo, a destra, in direzione dei colli boscosi. Dopo l’ultima casa salite su una sterrata che, dapprima larga e piuttosto ripida, si restringe poi e si trasforma in falsopiano erboso. Conviene fare una breve deviazione dal percorso principale per giungere, procedendo verso destra, fino al bordo della più spettacolare delle doline, con relativa parete rocciosa, che caratterizzano il territorio.

Proseguite poi lungo la piana, al termine della quale il sentiero torna sassoso e disagevole. Sulla vostra sinistra, straordinario panorama su un’ampia porzione della media valle dell’Aterno e dei suoi paesi.
Una breve discesa conduce al Convento di Sant’Angelo d’Ocre, una volta un eremo, la cui posizione in alto su un’aspra roccia, mima quella della Verna in provincia di Arezzo, luogo in cui San Francesco ricevette le stimmate. Il convento merita una sosta, anche per visitarne l’interno. Sulla destra, prima di uscire sulla strada asfaltata, troverete una ripida salita, non agevolmente pedalabile. Al termine di essa, sulla sinistra, vi si mostrerà la mole delle rovine del Castello d’Ocre. Occorre pazienza e capacità di orientamento, ma la vista che si gode dall’esterno del borgo fortificato, non visitabile all’interno, è adeguata ricompensa allo sforzo. Si ridiscende, su una strada stretta e tortuosa, ma asfaltata, verso Fossa. Proprio prima di dirigersi, a sinistra, verso la piazza grande del paese, continuate in direzione del misterioso monastero di Santo Spirito, oggi interessante centro di attività culturali.

Un giro per i vicoli di Fossa vi permetterà di osservare dall’interno la struttura di un borgo medievale. Notevoli i resti del castello e i segni di storie legate alla presenza, in loco, di numerosi Santi e Beati. Vero gioiello è l’interno della chiesa romanica di Santa Maria ad Cryptas, il cui aspetto esteriore non permette di intuire lo splendore degli affreschi celati dalle sue mura. Giunti poi nella valle dell’Aterno potete procedere verso l’antica necropoli (picena?), risalente al nono secolo avanti Cristo, che mantiene il fascino di un passato avvolto nel mistero. Dalla necropoli si torna in direzione del fiume, in prossimità del quale diversi comodi e piacevoli sentieri, che incrociano una ippovia, proseguono a destra tra campi coltivati, canali, vegetazione ripariale, piccole costruzioni rurali, verso il vostro punto di partenza, che si raggiunge senza fatica eccessiva.

Da Monticchio alla Necropoli Picena

  • Lunghezza: 9.4 km

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km 3.93

Monticchio

42.321 N - 13.465 E

Monticchio è una frazione dell'Aquila a circa 9 Km dalla città, che conta quasi mille abitanti. Sorge nei pressi della medioevale Forcona, l'antica città di Aveia. Nel 1254 prende parte alla fondazione dell'Aquila nel quartiere San Giorgio. Fra il 1200 e il 1300 Monticchio diventa sede di numerosi feudi di famiglie nobili. Negli anni del Risorgimento, Monticchio è sede di numerosi iscritti alla carboneria tanto da aver visto la presenza in paese dello stesso Giuseppe Garibaldi.

A Monticchio è nato, nel 1878, Andre Bafile tenente di vascello della Marina insignito della Medaglia d'Oro al valor militare alla memoria, a cui è dedicato il Liceo Scientifico dell'Aquila. Di evidenza turistica, da vedere la chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari ad una navata e un palazzetto con loggiato a triplice arcata.

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km 2.31

Convento di Sant'Angelo

42.300 N - 13.479 E

Beato Bernardino da Fossa ipotizza la fondazione del monastero di Sant' Angelo d'Ocre ai primi decenni del 1200 e ne attribuisce l'opera alla contessa Sibilla d'Ocre. Il monastero viene eretto inizialmente per le monache benedettine e per essere poi definitivamente rilevato dai francescani, i quali vi apportarono ampliamenti e modifiche, anche ad opera di Beato Bernardino da Fossa, frate cronista del quale ospita le reliquie.

Abbandonato e poi usato come lazzaretto nell'Ottocento, finisce per essere oltraggiato durante l'occupazione tedesca in occasione della quale vengono bruciati la vasta biblioteca e gli arredi. Il restauro del convento si protrae fino ai primissimi anni Settanta.

Domina sulla valle dell'Aterno ergendosi a strapiombo sulle pendici del Monte Circolo ed è arricchito da un chiostro duecentesco a due ordini di arcate. Composto da una sola navata, all'interno ospita bellissimi affreschi tardorinascimentali.

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km 0.56

Fossa

42.292 N - 13.488 E

Fossa sorge nella valle Subequana, sulle pendici del monte Ocre, dove si estendeva l'antico abitato di Aveia (acropoli).

Conserva alcuni tratti delle mura, così come resti di abitazioni civili, archi, viadotti e acquedotti. Ha restituito in ottimo stato l'importante testimonianza della necropoli datata VIII-VII secolo. Vi sono infatti visibili tutt'ora i circoli di pietre usati per delimitare i tumuli funerari così come le stesse salme con annessi fibule e corredi.

Successivamente sorgono chiese importanti quali quella dell'Assunta e quella di Santa Maria ad Cryptas (danneggiata dal sisma del 6 aprile 2009), in stile gotico cistercense, arricchita da cicli di affreschi di scuola benedettina e toscana, risalenti rispettivamente al XIII, al XIV e al XV secolo.

Notevoli anche le case medievali, tra le quali si distacca Palazzo Bonanni. 

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km 2.6

Chiesa di Santa Maria ad Cryptas

42.296 N - 13.488 E

Poco fuori dal nucleo medievale di Fossa si trova chiesa gotico-cistercense di Santa Maria ad Cryptas, detta anche di Santa Maria delle Grotte, eretta nel XIII secolo. L’unica navata interna si presenta completamente coperta da due cicli di affreschi, considerati tra i più importanti d’Abruzzo: nella parete destra vi è un ciclo tardo duecentesco e nella sinistra sono rappresentate le Storie della Vergine, di maestranza senese, probabilmente databili nell’anno del terremoto del 1349. Nel presbiterio si osserva la passione di Cristo.

Oltre agli altri numerosi dipinti, da notare la piccola cripta dotata di altare primitivo in pietra, l’abside quadrata e il portale con due leoni  su capitelli.

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Necropoli Picena

42.311 N - 13.505 E

Fra le migliori testimonianze dell'Abruzzo protostorico, riportata alla luce negli anni Novanta, la Necropoli di Fossa rappresenta un vero gioiello di storia per il territorio aquilano.

La concentrazione maggiore di tali necropoli è rintracciabile nell'area appenninica dell'Italia centrale (Terni, Tivoli, Borgorose, Scurcola, Celano, Fossa, Castelvecchio Subequo, Caporciano, Barisciano, Bazzano) diffusesi anche tra i popoli piceni, etruschi e laziali.

La necropoli di Fossa è localizzata nella zona che corrisponde all'attuale località Casale e si estende lungo il fiume Aterno; appartiene al gruppo delle tombe con circoli di pietre della prima età del Ferro (X- VIII secolo a.C.), rinvenute soprattutto nell'area abruzzese. Le tombe più antiche sono state utilizzate dai Vestini, poi nei secoli successivi anche dai Romani. Il ritrovamento più interessante, almeno degli ultimi dieci anni, fatto all'interno della necropoli di Fossa è sicuramente quello del Letto funerario in osso.

ll letto denota alcune particolarità: le quattro gambe rappresentano il volto di Dioniso incorniciato da animali fantastici alternati ad amorini che cavalcano mostri marini. La presenza di simili oggetti di lusso testimonia il prestigio acquisito dall'area aquilana in epoca romana e chiarisce i rapporti con le più grandi e ricche città del centro Italia in cui essa gravitava. Il ritrovamento del letto è avvenuto nel settembre del 2000. E' stato in seguito restaurato dalla Soprintendenza Archeologica d’Abruzzo, presso i laboratori del Museo Nazionale della Preistoria d’Abruzzo di Celano (L'Aquila).