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Sulle tracce dei ”99” santi e beati aquilani

Nella città in cui il numero magico “99” la fa da padrone non può sfuggire a questa regola il numero dei Santi, Beati, Servi di Dio o morti in concetto di santità.

160 Voti | Media: 2.5 su 5

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  • Lunghezza: 39.6 km
  • Tappe: 2
  • Durata consigliata: 2 Giorni
  • Mezzo consigliato: Auto/Moto, A piedi/Escursionistico

Autore: Angelo De Nicola e Federica Farda

Novantanove fontane, novantanove piazze, novantanove palazzi, novantanove chiese ma anche novantanove santi. Un numero elevato, che se non arriva a 99 come per le fontane, poco ci manca vista l’innumerevole presenza di spoglie e reliquie che, nei secoli, hanno avuto una grande importanza, un valore sociale, come fossero “totem”.

La prima parte del tour, in città, non può che partire dalla Basilica di Collemaggio dove potete ammirare le spoglie di Papa Celestino V. Le spoglie sono custodite in un sarcofago nel quale sono collocate le reliquie del santo, già ricomposte nel 1944 per volere del cardinale Carlo Confalonieri (dal cui volto è stato preso il calco della maschera di cera adagiata sul cranio che presenta un misterioso foro).
Da Collemaggio spostatevi (lungo via Caldora, salite per Costa Masciarelli da cui, attraverso via Cimino, arrivate in piazza Duomo) presso la Cattedrale di San Massimo che conserva le reliquie di San Massimo, San Vittorino e Sant'Emidio.
Da qui, risalendo la piazza, ed imboccando all’apice destro via Dragonetti, arrivate in piazza Santa Giusta nella cui omonima chiesa è custodito il teschio della Santa che ha le altre sue spoglie, insieme a quelle del fratello San Giustino, nella chiesa di Paganica a questi dedicata.

Tornando in piazza, percorsi i Portici, svoltate a destra verso la basilica di San Bernardino. Qui sono custodite le spoglie del Santo Senese che decise di morire all’Aquila, nell’allora convento di San Francesco, oggi sede della Provincia: la celletta dove spirò è visitabile in via Patini (stesso percorso di prima ma ai Quattro Cantoni si deve svoltare a sinistra seguendo i Portici del Liceo).

Da San Bernardino, tonando verso i Quattro Cantoni e superando il Municipio, sulla sinistra si apre la chiesa dei Gesuiti dove sono conservate le spoglie di Sant'Equizio abate. Da qui, risalendo la caratteristica via San Martino, arrivate in via Garibaldi e, attraverso via della Genca, al monastero di clausura San Basilio che custodisce le ossa di San Germano.

Nella seconda parte del tour, quella fuori città, si parte dal monastero di Santa Chiara a Paganica dove riposano le spoglie della Beata Antonia. Da qui, lungo la statale per Fonte Cerreto, si giunge ad Assergi nella cui chiesa sono custodite le spoglie di San Franco. Tornando indietro, attraverso la Ss 17 che taglia tutta la città, si raggiunge il monastero di San Giuliano al cui interno oltre, al ricordo di San Giovanni da Capestrano, si conservano le reliquie del Beato Vincenzo da L’Aquila, di Tommaso da Cascina, di Apollonio da L’Aquila e Domenico da Roio.

Dalla Basilica di Collemaggio al Monastero di San Basilio

  • Lunghezza: 3.0 km

Percorso da fare a piedi all'interno delle mura della città dell'Aquila.

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km 0.66

Basilica di Santa Maria di Collemaggio

42.343 N - 13.405 E

Voluta su iniziativa di Pietro Angeleri, detto da Morrone, eletto papa nel 1294 sotto il nome di Celestino V nella stessa balisica.

Sulla facciata, intervallata da motivi geometrici, il grandioso rosone centrale domina il lungo viale che vi si apre innanzi, insieme ad altri due rosoni e da tre portali frontali.

Un secondo portale laterale, il destro, è la famosa Porta Santa che il 28 e 29 agosto di ogni anno viene aperta in occasione della Perdonanza Celestiniana, manifestazione annuale che ricorda l'incoronazione di Celestino V e l'emanazione della Bolla della Perdonanza nel 1294 con la quale si concedeva l'indulgenza plenaria.

È divisa da tre navate delineate da pilastri a base ottagonale i quali sostengono arcate ogivali. Nata romanica, viene prima rimodernata in epoca barocca e poi riportata allo stile originario negli anni Settanta.

Ospita al suo interno le spoglie del fondatore, papa Celestino V e numerosi affreschi del Quattrocento.La Basilica è stata riconosciuta quale patrimonio dell'umanità dall'Unesco, i alcuni spazi del convento annesso hanno oggi sede il Conservatorio “A. Casella” e altri uffici di interesse pubblico.

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km 0.26

Costa Masciarelli

42.347 N - 13.401 E

Costa Masciarelli è certamente tra le più suggestive strade del centro storico. Spicca tra i molti antichi e ripidi sdruccioli che dalla Porta Bazzano – uno degli ingressi della città, nei pressi della Basilica di Collemaggio – conducono alla Piazza del Duomo.

La scalinata in pietra di epoca medievale caratterizzata dalla pavimentazione in ciottoli bianchi, lasciandosi alle spalle le mura della città ancora ben conservate, sale vertiginosamente – tra palazzi di diverse epoche storiche – arrivando direttamente nel cuore della Piazza del Duomo, sede del tradizionale mercato.

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km 0.29

Piazza Duomo

42.349 N - 13.398 E

La piazza del Duomo o del Mercato non fa parte dei quarti. L’ampio spazio in declivio verso il Duomo non è stato mai abitato e da sempre è luogo di fiere e mercato. Un luogo intorno a cui, quindi, si è formata ed è cresciuta la città, un luogo di scambi e di commerci, chiamato foro ancora in molti documenti del ‘300 per la sua funzione commerciale e di incontro.

Nella piazza, ancor oggi, del mercato, si trovano il Duomo dedicato ai Santi Massimo e Giorgio e la barocca chiesa delle Anime Sante, che conserva alcune tele dell’artista abruzzese Teofilo Patini. Il Duomo è oggi il monumento che si è formato durante la lunga ricostruzione seguita al terribile terremoto del 1703 e conclusasi con la facciata nel 1928. Di quello originario di fine duecento non resta nulla, mentre sulla fiancata laterale destra, su via Roio, si possono ancora osservare i resti della chiesa trecentesca nata dopo il terremoto del 1315 con la parete interamente rivestita in conci di pietra levigata. All’interno numerose opere d’arte di varie epoche e in particolare il settecentesco coro ligneo e il monumento funebre del cardinale Agnifili.

Entrambi gli edifici religiosi hanno pagato un prezzo altissimo al terremoto del 6 aprile 2009, che ha sventrato quasi completamente il Duomo e mutilato la Chiesa del Suffragio con il crollo della cupola.

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km 0.48

Piazza Santa Giusta

42.347 N - 13.399 E

Sulla piazza oltre la chiesa, tra le più antiche della città e la bella fontana in pietra con sette facce individuate da colonne addossata alla facciata, si ammirano le belle facciate dei palazzo Bonomo-Ximenes sul lato meridionale che risale al XV secolo con successive modifiche, palazzo Dragonetti che occupa un intero isolato e che nelle forme attuali risale al XVIII secolo e di fronte alla facciata palazzo Centi, che rappresenta la sintesi dell’espressione barocca aquilana.

La chiesa fu parrocchia degli abitanti di Bazzano e dedicata a Santa Giusta come la chiesa dell’abitato extra-moenia che è oggi una delle più suggestive e antiche dell’aquilano. L’impianto due-trecentesco è sostanzialmente conservato e di particolare preziosità è la facciata in conci levigati, a coronamento rettilineo,con partitura in tre bande con lesene, sia sopra che sotto la cornice marcapiano esempio unico in città. Il grande rosone ricco di decorazioni floreali e umane e il portale neo-romanico completano l’insieme. Anche l’abside conserva le evidenze della chiesa trecentesca nonostante le modifiche risalenti al ‘600 e al ‘700 e all’interno sono visibili a destra i pilastri ottagonali simili a quelli di San Pietro e Santa Maria di Collemaggio e pilastri a fascio con affreschi coevi.

Su via del Grifo è visibile un piccolo portale in stile borgognone e sul lato che dà sulla piazza un bel portale degli inizi del ‘300 inserito nel ‘700 sulla facciata del transetto costruita in pietra concia porosa nel dopo terremoto del 1316.

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km 0.2

Basilica di San Bernardino

42.351 N - 13.402 E

E' uno dei monumenti più insigni della città e conserva le spoglie di San Bernardino che morì a L'Aquila nel 1444.Caratterizzata dalla grande cupola costruita nella seconda metà del ‘400, fu voluta da San Giovanni da Capestrano. La chiesa con l’annesso convento fu compiuta nel 1472, mentre la splendida facciata, dopo varie vicende, fu costruita nella prima metà del ’500 su progetto di Cola dell’Amatrice in pietra dorata.

In seguito al terremoto del 1703 la chiesa fu semidistrutta e della costruzione quattrocentesca restano il perimetro murario con le grandi finestre ogivali, la torre a bifore, la cappella poligonale di San Bernardino visibile dal chiostro del monastero e le cappelle absidali. Dopo il terremoto si ricostruì la chiesa e nel 1730 il nuovo edificio era già compiuto, fastoso negli interni, con lo splendido organo dorato sulla contro-facciata. L’interno si presenta grandioso nelle dimensioni, in stile barocco, a croce latina, a tre navate con un pregiato soffitto ligneo (di Bernardo Mosca da Pescocostanzo) che copre quella mediana e con cupola ottagonale. Le cappelle laterali sono ricche di opere d’arte, tra queste di particolare rilevanza la pala di Andrea della Robbia, il mausoleo di San Bernardino di Silvestro dall’Aquila e scuola, una Crocefissione del XVI secolo, lo splendido sepolcro di Maria Pereira,  opera di fine ‘400 di Silvestro dall’Aquila e del suo aiuto Salvato da Roma.

Da visitare i due chiostri del convento di proprietà dei Francescani (gli altri due sono occupati dal distretto militare) e lo splendido refettorio oggi sala Bernardiniana con affreschi del Cardone del secolo XVI.

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km 0.11

Quattro Cantoni

42.351 N - 13.400 E

A circa metà del Corso Vittorio Emanuele si aprono i Quattro Cantoni, centralissimo punto di ritrovo dei cittadini aquilani.

La suddivisione della città in quarti avvenne nel 1276 su iniziativa di Lucchesino da Firenze, che distribuì possedimenti, castelli e chiese del contado in quattro parti. I Quattro Cantoni sono il crocevia tra le strade principali che dividono la città, appunto, nei quarti di San Marciano, San Pietro, Santa Maria Paganica e Santa Giusta. Gli assi viari sono quelli di Corso Vittorio Emanuele e di Corso Federico II, attraversati da via Andrea Bafile e via San Bernardino. I Quattro Cantoni, insieme alle vie immediatamente vicine, sono sede del passeggio cittadino.

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km 0.03

Piazza Palazzo

42.351 N - 13.399 E

Centralissima piazza  alberata della città, ospita Palazzo Margherita, sede del Comune dell’Aquila.Il Palazzo, costruito nel XIII secolo, diviene residenza da Margherita d’Ausria, figlia di Carlo V. A testimonianza dell’antica struttura rimane la torre, la cui campana ogni sera segnalava la chiusura delle porte di ingresso delle mura cittadine. La torre è rimasta in piedi anche dopo il terremoto del 6 aprile 2009, mentre gravissimi sono i danni riportati dal palazzo, che custodisce, tra l’altro, la bolla con la quale Celestino V promulgò il perdono papale ogni anno rinnovato nella Perdonanza Celestiniana.

Al centro della Piazza Palazzo domina il monumento di Gaio Sallustio Crispo, lo scrittore latino e senatore della repubblica romana, nato ad Amiternum.

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km 0.01

Palazzo Margherita

42.351 N - 13.398 E

Il Palazzo viene edificato alla fine del XIII secolo come sede civica, per ospitare il Capitano di Giustizia. Nei secoli diventa residenza di Margherita d'Austria, figlia di Carlo V, dalla quale prende in nome. Ospita oggi gli uffici del Comune dell'Aquila, preservando integra la torre campanaria, il cui rintocco, anticamente segnalava la chiusura delle porte della città.

Prima dell'evento sismico la Bolla papale di Celestino V era custodita nel palazzo, insieme al bastone d'ulivo usato per aprire la Porta Santa di Collemaggio, in occasione della Perdonanza Celestiniana.

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km 0.75

Torre Civica dell'Aquila

42.351 N - 13.398 E

La torre di Palazzo simbolo e orgoglio della città esisteva probabilmente ancor prima del 1254, ma è nel corso del ‘300 che fu costruita nelle forme in cui oggi l’ammiriamo.

La Torre conserva dell’epoca medievale i tre ripiani e mezzo nei quali è suddivisa da cornici marcapiano, costruiti in conci lapidei di calcare locale probabilmente tra il 1254 e il 1374. Sulla facciata principale sono applicati, scolpiti in pietra, lo stemma di un capitano spagnolo, lo stemma di Carlo V re di Napoli e di Spagna e l’arme della città che nel ‘600 sostituirono i più antichi. Nel 1901 sotto l’antico stemma fu collocata la grande lapide dedicata a Giuseppe Garibaldi.

La torre civica fu incorporata nel palazzo, oggi del Comune, edificato nel 1573 per Margherita d’Austria, duchessa di Parma, figlia di Carlo V, eletta governatrice d’Abruzzo dal fratello Filippo II re di Spagna.Alla fine dell’800 l’antico orologio del ’300 che fu cantato anche da Buccio, fu sostituito. I rintocchi segnano da sempre le ore della vita cittadina e nel medioevo davano il segnale per la chiusura delle porte cittadine. Nella città del 99, i 99 rintocchi ricordano i castelli da cui la città ebbe vita.

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Monastero di clausura di San Basilio

42.356 N - 13.401 E

Il Monastero di clausura dalla bella facciata settecentesca è immerso nel cuore della città dell'Aquila.Viene costruito nel 1320 su una struttura romanica precedente ed è caratterizzato da numerose modifiche nei secoli.

Una delle attività che hanno dato lustro al Monastero è la rilegatura artigianale di libri ad opera delle monache Celestiniane, subentrate nel Seicento all'ordine delle Benedettine.

La chiesa settecentesca si compone di una sola navata con quattro cappelle e il presbiterio coperto da una cupola. Recenti opere di restauro hanno ridato alla luce i prestigiosi affreschi che decoravano anticamente il Monastero, sede oggi anche di un centro congressi dell'Università degli Studi dell'Aquila.

Dal Monastero di San Basilio al convento di San Giuliano

  • Lunghezza: 36.6 km

Nei dintorni della città dell'Aquila.

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Monastero di clausura di San Basilio

42.356 N - 13.401 E

Il Monastero di clausura dalla bella facciata settecentesca è immerso nel cuore della città dell'Aquila.Viene costruito nel 1320 su una struttura romanica precedente ed è caratterizzato da numerose modifiche nei secoli.

Una delle attività che hanno dato lustro al Monastero è la rilegatura artigianale di libri ad opera delle monache Celestiniane, subentrate nel Seicento all'ordine delle Benedettine.

La chiesa settecentesca si compone di una sola navata con quattro cappelle e il presbiterio coperto da una cupola. Recenti opere di restauro hanno ridato alla luce i prestigiosi affreschi che decoravano anticamente il Monastero, sede oggi anche di un centro congressi dell'Università degli Studi dell'Aquila.

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km 16.26

Monastero di Sant'Amico

42.354 N - 13.400 E

Dalla piazza della Misericordia dell'Aquila si raggiunge per via Tre Spighe il monastero di Sant'Amico delle monache agostiniane conserva una struttura esterna medievale che risale alla fondazione del 1373.

All’esterno due portali in pietra di cui uno a timpano curvilineo del ‘600, l’altro d’ingresso all’atrio prospiciente la chiesa del ‘700. La chiesa costituisce un prezioso esempio giunto integro fino ad oggi di chiesa seicentesca non avendo subito importanti danni dal terremoto del 1703. All’interno sulle pareti laterali archeggiature e intercolumni disegnano finte cappelle. Belle le decorazioni in stucchi con motivi floreali e nastri e il passaggio con arco trionfale dall’aula al presbiterio. Da ammirare la Madonna della neve attribuita a Giovanni da Lucoli, la Madonna con Bambino del Delitio e altre tele di pregio del Cesura e del Giordano.

All’esterno l’atrio, con bei porticati e con i portali risale all'inizio del ‘700. Nella lunetta del portale della chiesa da ammirare l’affresco Madonna con Bambino risalente al 1381, all’interno del monastero sono stati di recente riportati alla luce preziosi affreschi tra cui una Crocefissione.

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km 0.5

Chiesa di Santa Maria Assunta o di San Franco ad Assergi

42.413 N - 13.504 E

La Chiesa di Santa Maria Assunta ad Assergi e la sua cripta furono costruite su un'altura che fungeva a difesa naturale al castello di Assergi. Al 1150 risale l'inizio dei lavori per la cripta su cui alla fine del XIII secolo fu eretta la basilica superiore. L'ambiente ipogeo fu eretto in onore di San Franco dove si conservano le reliquie del santo.

La spazialità interna della chiesa di Santa Maria Assunta fu modificata drasticamente nella seconda metà del 1700, occultando le colonne con piloni in muratura, le finestre ed il rosone furono murati, la navata centrale rialzata e le pareti rivestite di stucchi in stile tardo barocco.

Alla facciata fu inoltre aggiunta una lunga loggia, per mostrare al pubblico le reliquie di San Franco in occasione delle grandi solennità.

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km 19.8

Assergi

42.416 N - 13.507 E

Alle pendici del pizzo Cefalone e del Gran Sasso sorge Assergi a 867mslm. Fondato per alloggiarvi gli operai impiegati dai Romani nelle miniere.

In località detta “del forno” sono presenti i ruderi della “vestina” Prifernum. Particolare risalto merita la chiesa di Santa Maria Assunta costruita nel 1150; in origine un monastero benedettino. La cripta, originariamente la chiesa primitiva di San Franco, è stata in parte scavata nella roccia. Assergi è un centro di notevole interesse speleologico ed archeologico con ritrovamenti risalenti alla seconda metà dell'età del ferro.

Nella stagione invernale è meta del turismo sciistico del Gran Sasso 2914mslm.Vi hanno sede l'ente Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga ed i laboratori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

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Convento di San Giuliano

42.373 N - 13.392 E

Fondato all'inizio del Quattrocento, il convento si trova immerso in boschi di querce e di pini, su una collina che sovrasta il centro abitato. Nel Seicento il complesso fu sottoposto ad ampie opere di ristrutturazione e di ampliamento.

Preceduta da una scalinata, la chiesa presenta un interno ad unica navata in stile barocco. La cappella a sinistra custodisce le spoglie del Beato Vincenzo d'Aquila, con una ricca decorazione del XVI secolo. Il cinquecentesco chiostro maggiore del convento è decorato con affreschi del Seicento.