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Alla ricerca dei quadrati magici

Un giro in provincia alla ricerca dei luoghi dei quadrati magici.

292 Voti | Media: 1 su 5

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  • Lunghezza: 174.6 km
  • Tappe: 1
  • Durata consigliata: 1 Giorno
  • Mezzo consigliato: Auto/Moto, A piedi/Escursionistico

Autore: Maria Grazia Lopardi - Associazione di Promozione Sociale Panta REI

Il quadrato magico palindromo, già noto ai Romani (vedi Pompei nella Grande Palestra, Corinium in Inghilterra, Dura- Europos in Siria) è stato ripreso nel Medio Evo ed inserito in costruzioni sacre spesso templari (San Giovanni a Campiglia Marittima, abbazia di Valvisciolo, pieve di Terzagni ecc.). Riguarda il Mistero della Creazione: “Il Creatore (sator) verso cui tendo (arepo, forma contratta di adrepo) sostiene (tenet) con la sua azione (opera) le sfere celesti (rotas)” e costituisce lo strumento segreto dei Maestri d’opera medievali consentendo di tracciare, collegando le sue lettere, una Matrice universale, custode dei rapporti numerici caratteristici della Geometria Sacra. Il Maestro Costruttore reiterava così le leggi di armonia del creato, apponendo la firma di Dio. L’itinerario vi condurrà in luoghi di indubbio fascino.

Magliano dei Marsi
Il Q. M. appare sulla facciata della medievale chiesa di Santa Lucia, sotto il ventre di un animale dal corpo di leone e dalla testa d’aquila. La scritta presenta un movimento rotatorio che evidenzia il dinamismo della creazione. La chiesa, secondo una suggestiva ipotesi sorgerebbe su un tempio dedicato a Giove STATORE, termine che contiene la parola SATOR; sorta nel XIII secolo e ricostruita dopo il terremoto del 1915. In altro pluteo Sansone (in ebraico piccolo sole)  che uccide il leone indica ilprincipio unico increato che manifestandosi domina il caos (leone) dal quale, nella storia biblica escono le api. Ape in ebraico è DVORA’ con la stessa radice di DAVAR=Parola, il principio ordinatore della creazione.

Campotosto
Il Q. M. appare grossolanamente inciso sulla parete della cripta nella chiesetta della Madonna Apparente dove sul vicino fiume la Vergine apparve ad una fanciulla di nome Rosa che, già muta, prese a parlare per riferire la richiesta di Maria di veder eretta una chiesa. Indicatore di energie telluriche nel luogo non a caso teatro di apparizione mariana, il Q.M. è nella cripta, richiamo alle grotte iniziatiche degli antichi Misteri alla Grande Dea.

Capestrano
Il Q.M. appare capovolto sulla facciata della chiesa romanica di San Pietro ad Oratorium  fondata dal re dei Longobardi Desiderio e restaurata nel 1100. L’interno presenta un bellissimo ciborio del XIII secolo e il grandioso affresco absidale con i 24 vegliardi dell’Apocalisse e il Cristo in trono tra i simboli degli Evangelisti. Procedendo ad una verifica con il reticolo del SATOR si è avuta conferma che la costruzione è stata realizzata nel rispetto delle regole armoniche della Geometria Sacra, come attestato dalla presenza del Q: M.

Bominaco
Sulla facciata di Santa Maria Assunta, appare un fregio che non è meramente decorativo: detto El Qirkat, è il Q. M. arabo, che la leggenda vuole sull’anello magico del re Salomone, da cui emergono numeri, alfabeti, cioè gli elementi fondanti della creazione. Analogo disegno è stato rinvenuto nei sotterranei di Santa Maria di Collemaggio nonché nella torre di Chinon, in Francia, attribuita ai Templari in essa rinchiusi.

Paganica
Nella chiesa cimiteriale di San Giustino osservate sulla parete laterale una grande scacchiera:  portato dagli arabi, il gioco indiano degli scacchi rappresenta il campo di contesa di Deva ed Asura, le due forze opposte e complementari da cui dipende il dinamismo del creato. Connessa al Quadrato Magico, la scacchiera presente sulla costruzione attesta la sua conformità alle leggi del creato.

Da Campotosto a Magliano dei Marsi

  • Lunghezza: 174.6 km

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km 49.5

Campotosto

42.560 N - 13.368 E

Campotosto è un comune a nord della provincia dell'Aquila, nei pressi dell'omonimo e famoso Lago a cui ha dato il nome. A 1420 metri sul livello del mare, è fra i comuni più alti d'Italia ed è influenzato da un clima rigido ed umido, con un inverno abbondantemente nevoso. Campotosto ospita poco più di settecento abitanti e fa parte della Comunità montana Amiternina e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Il paese è circondato da una vasta catena montuosa: a nord-est i monti della Laga ed a sud il Gran Sasso.

Le principali attività della comunità locale consistono nell'allevamento del bestiame e nella produzione di salumi e formaggi. Campotosto è appartenuto per molti anni alla giurisdizione di Amatrice e, dal 1380 al 1388 ha subito devastazioni dagli aquilani in lotta con la stessa Amatrice. Nel XVI secolo diventa feudo dei Medici grazie a Carlo V, passando ai Farnese prima, ed a Francesco Barile poi.

Da segnalare la chiesa di Santa Maria di Brugnoleto e, nella zona di Poggio Cancelli, la chiesa della Madonna di Loreto. Dal punto di vista turistico, comunque, esso riveste grande importanza soprattutto per la presenza del Lago, principale attrattiva della zona insieme alle stazioni sciistiche innevate tutto l'inverno.

Campotosto, inoltre, è attraversato dall'ippovia del Gran Sasso che, proprio da qui, inizia un ramo alternativo del suo percorso.

In paese, da più di 500 anni, si produce la cosiddetta “mortadella” di Campotosto, un particolare insaccato di carne di suino, che solo pochi campotostari continuano ancora oggi a produrre secondo la ricetta tradizionale.

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km 23.9

Paganica

42.360 N - 13.470 E

Paganica è una frazione del comune dell'Aquila di circa 7000 abitanti, situata a 783 mslm ed a 7 Km dal capoluogo. E' posta alle pendici del massiccio del Gran Sasso ed è attraversata dal fiume Vera. Sorge durante la Roma Repubblicana (509 a.C. - 27 a.C) attraverso la via che collega la città di Amiternum a Peltuinum e Aufinum fino alla Tiburtina Valeria verso l'Adriatico, la via Claudia Nova.

Il nome Paganica potrebbe derivare da un'iscrizione lapidea rinvenuta in quell'area “Jovi Paganico Sacrum”, altri la fanno risalire a “pagus”, cioè villaggio. Assume importanza, dunque, già in età romana ma il vero periodo di sviluppo avviene durante Medioevo quando, Paganica, diviene il centro di tutte le Ville che le nascono attorno anche grazie alla sua esposizione geografica. In effetti l'area medioevale si stratifica su quella romana. Nel 1254, Paganica contribuisce a fondare L'Aquila edificando la chiesa e la piazza di Santa Maria Assunta, poi divenuta Santa Maria Paganica.

Mantiene sempre un suo tratto di autonomia e forte identità che manifesterà in diverse occasioni.

Quando iniziano ad allentarsi i legami fra la città ed il Comitatus Aquilanus, Paganica è tra i centri promotori della rivolta del 1528 contro gli Aragonesi, rivolta che viene duramente repressa nel sangue e culmina nella decisione, del vicerè Pietro da Toledo, di edificare una fortezza demolendo interi quartieri come l'antica Tempera.

Viene colpita da tre grandi disastri: la pestilenza del 1656, il terremoto del 1703, il sisma del 6 aprile 2009 che colpisce la parte più antica e lascia alcune vittime.

Alla fine del 1700, i moti di libertà che attraversano l'Europa permettono anche a Paganica di riorganizzare la proprio autonomia amministrativa, divenendo Comune e Capoluogo di Circondario con l'aggregazione di Bazzano, Onna e Tempera. Rimane Comune fino al fascismo, nel 1927 il potestà Adelchi Serena presenta il suo progetto di “Grande Aquila” che prevede l'aggregazione al capoluogo di 8 comuni del circondario: seguono proteste e sollevazioni popolari fino ad un referendum popolare del 1990 con il quale si chiedeva alla popolazione di tornare Comune. L'esito è ovviamente schiacciante a favore dei si, solo un cavillo burocratico nel blocca l'iter.

Da segnalare la parrocchiale dell'Assunta costruita su un tempio romano; la chiesa della Concezione a pianta centrale; la chiesa di S.Maria del Presepe del XVII secolo. Da menzionare la chiesa della Madonna d'Appari del XIII-XIV secolo che contiene interessanti affreschi.

Paganica ha dato i natali, fra gli altri, al giornalista Edoardo Scarfoglio fra i fondatori del Mattino di Napoli. Il centro ha subito notevoli danni, soprattutto nella sua parte storica, in seguito al terremoto del 2009.

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km 16.4

Bominaco

42.244 N - 13.658 E

Bominaco è una frazione del comune di Caporciano, in provincia dell'Aquila, di circa 50 abitanti, situata a 1000 mslm.

E' un borgo medioevale, caratteristico soprattutto per le chiese di Santa Maria Assunta, San Pellegrino e per il castello. In origine il nome è Momenaco ed appartiene ai benedettini. Nel 1254, contribuisce alla fondazione dell'Aquila. E' teatro dell'assedio di Braccio da Montone e, proprio in seguito a tale evento, il feudatario del tempo, Cipriano di Iacobuccio da Forfona, fa costruire una torre di difesa del tipo dei castelli-recinto.

Santa Maria Assunta e San Pellegrino, invece, costituiscono uno degli esempi artistici più prestigiosi d'Abruzzo e, insieme al castello, formano il monastero dell'antico Momenaco. San Pellegrino si presenta a pianta rettangolare preceduta da un portico a tre arcate frontali e due laterali. L'interno è affrescato con rappresentazioni del Calendario Valvense con i segni utilizzati dai Benedettini. La romanica Santa Maria Assunta, è costruita nella roccia tra  l'XI-XII secolo. Presenta una pianta a tre navate e un colonnato disegnato in maniera diseguale. Adiacente a Santa Maria Assunta sorge un convento di cui rimangono pochissime tracce , tranne un pozzo ancora ben custodito.

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km 84.8

Capestrano

42.269 N - 13.766 E

Capestrano è un comune di quasi mille abitanti nella provincia dell'Aquila, situato a 465 mslm. Fa parte della Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli e dista 43 Km dal capoluogo.

E' immerso nella suggestiva valle del Tirino. Capestrano è costituito da cinque frazioni: Capodacqua, Forza di Penne, San Pelagia e Scarafano.

Il paese viene edificato dall'antica “Aufinum”, ne rimane come importante testimonianza il ritrovamento del Guerriero italico di Capestrano, statua funeraria del VI secolo a.C. Il Guerriero è una scultura calcarea che raffigura un combattente dei Piceni ed è custodito a Chieti nel Museo archeologico nazionale d'Abruzzo.

Simbolo del paese è il castello Piccolomini a pianta triangolare, attualmente usato come sede del municipio. Da segnalare la parrocchiale di Santa Maria della Pace con interno barocco a tre navate, contenente la tomba del duca Alfonso Piccolomini. Importante il Convento di San Giovanni, fatto costruire dal Santo Giovanni da Capestrano che sorge adiacente alla chiesa. 

Poco lontano dal centro, il complesso monastico di San Pietro ad Oratorium di cui attualmente resta solo la chiesa con portale romanico.

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Magliano dei Marsi

42.092 N - 13.363 E

Subì gravissimi danni dal terremoto del 1915 dopo il quale venne ricostruito nei pressi del Monte Velino, terza cima appenninica, 2487 metri.