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Ivrea, Città Industriale del XX Secolo

“Ivrea Città Industriale del XX Secolo” è il 54esimo sito Unesco italiano. Il riconoscimento è stato deliberato durante i lavori del 42° Comitato del Patrimonio Mondiale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura.
Un riconoscimento importante per una idea positiva (quella della possibile "umanizzazione" delle trasformazioni industriali e sociali, e della loro potenziale compatibilità con il benessere delle comunità locali) che le abilità tecniche di grandi professionisti hanno trasformato, qui ad Ivrea, in realizzazioni tangibili.
La Città Industriale di Ivrea è un progetto industriale e socio-culturale aziendale della Società fondata nel 1908 da Camillo Olivetti, progressivamente sviluppato dagli anni '30 e fino alla fine degli anni '60.
Fu soprattutto il genio visionario di Adriano Olivetti a voler dimostrare concretamente l'esistenza di una alternativa efficace e praticabile ai modelli industriali (e di architerttura industriale) prevalenti che, con lo scopo assoluto della creazione di ricchezza e di posti di lavoro, subordinavano qualsiasi scelta (compreso quelle urbanistiche) alle esigenze della produzione, con effetti che incidevano in modo invasivo sul tessuto urbano, sull'ambiente e sugli stessi processi sociali.
La città industriale di Ivrea è, dunque, un esempio eccezionale sia per la qualità delle soluzioni proposte, che per le modalità "partecipate" della sua attuazione.
Il sito è costituito dal complesso di edifici progettato dai più famosi architetti e urbanisti italiani del Novecento, riconoscibile nel tessuto urbano della città in un disegno complessivo, razionale e profondamente meditato. Nel quartiere, che si inserisce perfettamente e – anzi - completa il tessuto urbano della città, si distinguono aree ed volumi propriamente industriali, aree ed edifici destinate alla residenza e ai servizi sociali.
Fra gli edifici per la produzione, veri capolavori razionalisti la Centrale Termica, concepita da Edoardo Vittoria nel 1959, la Falegnameria, concepita da Ottavio Cascio nel 1956 e realizzata recuperando un edificio originario del 1927, l' Edificio ex Sertec, concept di Ezio Sgrelli datato 1968, sede dell’engineering Olivetti di servizi all’edilizia civile e industriale in Italia e all’estero che, in quanto tale, doveva dimostrare plasticamente la propensione aziendale per l'innovazione.
Fra gli edifici residenziali, formidabile la Casa Popolare di Borgo Olivetti, progettata fra il 1939 e il 1941 dagli urbanisti di fiducia Luigi Figini e Gino Pollini, l'Edificio 18 alloggi, progettato nel 1956 da Marcello Nizzoli e Gian Mario Oliveri, ed infine la più recente Unità Residenziale Ovest (Talponia) progettata fra il 1968 da Roberto Gabetti e Aimaro Oreglia d’Isola con Luciano Re, fra il 1968 e il 1971.
Per i servizi sociali destinati alla fabbrica e alla città significativo è il Centro dei Servizi Sociali, un lavoro dei "soliti" Luigi Figini e Gino Pollini (assistiti dai tecnici di produzione Roberto Guiducci e Paolo Radogna), la cui progettazione si è sviluppata fra il 1954 ed il 1959, e - fondamentale - l'Asilo nido in Borgo Olivetti, sempre opera di Figini e Pollini. Arredi interni progettati dall’Ufficio Tecnico aziendale, diretto in quegli anni dall’architetto Gian Antonio Bernasconi. L’edificio (e la relativa area giochi) è ancora usato per i servizi all’infanzia del Comune di Ivrea, a dimostrazione della funzionalità assoluta degli spazi concepiti nel lontano 1939.