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Leonardo500

Firma di Leonardo - Codice Atlantico, f. 379r / 1054r - Biblioteca Ambrosiana, Milano

Firma di Leonardo - Codice Atlantico, f. 379r / 1054r - Biblioteca Ambrosiana, Milano

Pittore, architetto, ingegnere, disegnatore, scenografo, musicista, inventore, anatomista, geologo. Tutto questo è Leonardo da Vinci, un genio italiano universalmente riconosciuto, celebrato quest'anno in occasione dei 500 anni dalla sua morte.
Vi accompagniamo in un viaggio nel tempo e nello spazio per scoprire il Genio del Rinascimento.

IL GIOVANE LEONARDO

Leonardo di ser Piero da Vinci nasce il 15 aprile 1452 ad Anchiano, frazione di Vinci, a 40 Km da Firenze. La sua abilità nel disegno emerge già in giovane età e spinge il padre a mandarlo a bottega - cioè ad apprendere l'arte della pittura e della figurazione da un buon maestro. scuola da un buon maestro.

Nel 1469, all’età di 17 anni, dietro pagamento di tre lire al mese, Leonardo entra nella bottega fiorentina del Verrocchio. Inizia così la sua esperienza di aiutante e lavorante insieme a altri allievi che in seguito scriveranno la storia del Rinascimento: Sandro Botticelli, il Perugino, Domenico Ghirlandaio e Lorenzo de Credi

I "garzoni" di bottega devono imparare con la pratica, e a loro il maestro affida la lavorazione delle parti meno impegnative di un quadro, dai fondali ai particolari degli abiti, ai personaggi minori. Il Verrocchio apprezza il tratto di Leonardo e gli affida la realizzazione dell’angelo di sinistra del quadro Il Battesimo di Cristo oggi custodito alla Galleria degli Uffizi di Firenze.

Il Battesimo di Cristo - Galleria degli Uffizi, Firenze - Toscana

Il Gabinetto dei disegni e delle stampe degli Uffizi custodisce anche uno dei primi disegni di Leonardo, realizzato durante il periodo di formazione nella bottega: il Paesaggio con fiume, datato 5 agosto 1473. 

Paesaggio con fiume - Gabinetto dei disegni e delle stampe degli Uffizi, Firenze - Toscana

Paesaggio con Fiume, Gabinetto dei disegni e delle stampe - Firenze, Toscana

Gli Uffizi ospitano anche un’opera frutto di una delle primissime committenze di Leonardo: l'Annunciazione.Annunciazione - Galleria degli Uffizi, Firenze - Toscana

Annunciazione - Galleria degli Uffizi, Firenze - Toscana

Nel 2017 la Galleria degli Uffizi torna a esporre, dopo lunghi restauri, un’altra opera di Leonardo da Vinci: l’Adorazione dei Magi, realizzata fra il 1481 e il 1482.Adorazione dei Magi - Galleria degli Uffizi, Firenze - Toscana

Adorazione dei Magi - Galleria degli Uffizi, Firenze - Toscana

FIRENZE, LEONARDO E LORENZO IL MAGNIFICO

Alla fine del XV secolo Firenze è governata una un grande personaggio, amante delle arti e mecenate: Lorenzo il Magnifico.

Leonardo aveva l’abitudine di riprendere sul suo taccuino scene di vita quotidiana. Inizia a disegnare i volti di ragazze fiorentine a cui si ispira nei suoi quadri di madonne e angeli.
La strada è il luogo preferito per trovare spunti per le proprie opere: osserva i personaggi, i vizi e le virtù, la bellezza e la decadenza, la giovinezza e la vecchiaia. 
Uomo e donna affrontati - Galleria degli Uffizi, Firenze - Toscana Nei suoi disegni arriva a rappresentare in modo distorto i personaggi a lui antipatici, caricando alcuni loro tratti e inventando così, con secoli di anticipo, la caricatura, ossia la tecnica di esasperare una caratteristica fisica o un particolare del viso per ottenere un risultato paradossale e ridicolo. Leonardo odia coloro che cercano di acquisire il potere attraverso il servilismo. Per questo motivo si vendica con certe caricature che forse rappresentano, più che l’aspetto esterno di certi personaggi, il loro mondo interiore. 

Dopo 14 anni trascorsi nella culla del Rinascimento, Leonardo medita di lasciare Firenze per offrire i propri servigi a qualche potente. 

Le Signorie dell’epoca cercano tecnici militari. Fra queste la Corte degli Sforza, alleati dei Medici, sensibili al prestigio derivante da opere di artisti di qualità e ancor più interessati agli strumenti bellici che una mente fervida come quella di Leonardo può concepire. 

LEONARDO A MILANO (1° PERIODO MILANESE)

Carri armati inattaccabili e ponti leggeri e trasportabili. Nella lettera indirizzata al Duca di Milano Ludovico Sforza, per attirare l'attenzione del Moro Leonardo espone alcune delle sue idee più visionarie, relative all’innovazione delle macchine belliche. 

Leonardo, quindi, si trasferisce a Milano, una delle poche città europee a superare i 100.000 abitanti, situata al centro di una regione popolosa e produttiva.

I primi tempi sono difficili, si tratta di una realtà molto diversa dalla sua Firenze per tradizioni, clima e dialetto. Fra le sue carte si ritrovano appunti per pasti da pagare e conti da saldare, che evidenziano difficoltà e preoccupazioni legate alla più comuni problemi della vita quotidiana.

Leonardo riesce, però, ad entrare alla corte di Ludovico il Moro, ottenendo incarichi importanti e committenze stimolanti. Gli viene chiesto di affrescare la Sala delle Asse nel Castello Sforzesco, e l’artista toscano la trasforma in un fantastico, piccolo bosco dipingendo alberi che intrecciano i loro rami sul soffitto.

Sala delle Asse - Castello Sforzesco, Milano - Lombardia

Sala delle Asse - Castello Sforzesco, Milano - Lombardia

A Corte Leonardo incontra Cecilia Gallerani, una ragazza di 16 anni di grande fascino. Nella vita di Leonardo non compaiono relazioni, ma pare che Cecilia la bellezza e l'intelligenza di Cecilia abbiano colpito il Maestro. 
Probabilmente per questo Leonardo utilizza la favorita del Duca come modella di uno dei suoi quadri più celebri “La dama con l’ermellino” (Museo Nazionale di Cracovia – Polonia).

Dama con l'ermellino - Museo nazionale, Cracovia – Polonia

Dama con l'Ermellino - Museo nazionale, Cracovia – Polonia

L’abilità nella progettazione di macchine e meccanismi svela un altro grande talento di Leonardo: l'abilità scenografica.

Per Ludovico il Moro concepisce e mette in scena uno dei più grandi spettacoli che il Ducato abbia mai visto: la Festa del Paradiso, una rappresentazione teatrale in cui sole, luna e pianeti si muovono sul palcoscenico grazie all’ausilio di macchine di sua invenzione. 

Leonardo si scopre così regista, scenografo, inventore di macchine teatrali e, addirittura, stilista. La sua ossessione per i dettagli lo porta infatti a curare anche la realizzazione degli abiti di scena. 

È un attento osservatore ed è molto interessato dall’automazione, elemento spesso presente nei suoi progetti. Pensa ai vantaggi economici derivanti dalla produzione automatizzata in termini di efficienza e velocità (l’industria tessile è fiorente a Milano e fra i progetti di Leonardo si trovano, ad esempio, macchine per produrre lustrini per abiti da sera e telai meccanici per la tessitura).

Telaio meccanico per la tessitura - Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano - Lombardia

L’applicazione pratica delle sue idee al servizio degli interessi militari, economici o artistici dei suoi committenti è anche frutto della necessità di trovare lavori per sé e i propri assistenti.

Nel suo soggiorno a Milano, Leonardo realizza alcuni dei suoi più grandi capolavori.

La Vergine delle Rocce (oggi conservata al Museo del Louvre) in cui dimostra di possedere approfondite nozioni di geologia e botanica.

È anche interessante sapere che Leonardo è stato uno dei primi a comprendere la natura e la provenienza  dei fossili marini ritrovati nei calanchi di colline e valli interne.

Vergine delle Rocce - Museo del Louvre, Parigi - Francia

Vergine delle Rocce - Museo del Louvre, Parigi - Francia

Milano conserva una delle opere più mirabili di Leonardo da Vinci, il Cenacolo (nominato sito UNESCO nel 1980 con la Chiesa e il Convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie).
Cenacolo - Chiesa e Convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie, Milano - Lombardia

Cenacolo - Chiesa e Convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie, Milano - Lombardia

Leonardo riflette a lungo sull’impostazione dell’opera, con la quale rappresenterà l’ultimo incontro di Gesù coi suoi discepoli.

Contrariamente a quanto si possa pensare, l’approccio alla realizzazione delle opere è per Leonardo un processo lungo e discontinuo.

Lo scrittore Matteo Tambello, nipote del priore, racconta che Leonardo a volte dipingeva senza sosta, altre volte arrivava sul mezzogiorno, dava una o due pennellate e si allontanava.
A opera ultimata Leonardo si rende conto dei limiti e dei difetti della tecnica utilizzata per l'affresco, e dell'inesorabile processo di disgregazione che ne deriva. 

L'opera inizia subito a deteriorarsi a causa dei materiali utilizzati dall'artista: in sostituzione del canonico "buon fresco", che Leonardo non gradiva in quanto richiedeva un'esecuzione troppo rapida del dipinto, egli stese più strati di tempera grassa su due differenti preparazioni, una più grossolana, collocata a contatto con la parete, e una gessosa su cui facevano presa i colori. Questo tipo di sperimentazione, che gli diede l'opportunità di intervenire a più riprese per cambiare e aggiustare i dettagli dell'immagine, non ebbe però un buon esito conservativo, provocando fin da subito il distaccamento e la perdita della pellicola pittorica.

Un restauro durato 17 anni (dal 1982 al 1999) ci ha restituito uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte.

MANTOVA, VENEZIA E LA ROMAGNA

Con la conquista di Milano da parte dei francesi, , nel 1500 Leonardo decide di lasciare la città e di recarsi a Mantova, presso la Corte di Isabella d’Este Gonzaga, nel cui palazzo importanti artisti avevano lasciato importanti opere, come il Mantegna che aveva affrescato la Camera degli sposi.

Isabella è una donna colta, amante delle arti e grande ammiratrice di Leonardo. Gli commissiona un ritratto, ma il Maestro produce solo una bozza preparatoria su cartone. Il Isabella è grande il timore di compromettersi con i francesi proteggendo Leonardo, uno dei più importanti collaboratori di Ludovico il Moro, e dedice di allontanarlo dalla propria Corte.

Isabella d'Este - Cartone praparatorio

Isabella d'Este - Cartone praparatorio

Leonardo si reca a Venezia dove progetta un piano di difesa della città contro i turchi, che consiste in serie di sbarramenti delle acque dell’Isonzo che consentirebbero di inondare la pianura, impedendo l’accesso alla città. 
L'opera, geniale ed imponente, non fu mai realizzata ma le tracce lasciate da Leonardo nella Serenissima non mancano. Le Gallerie dell'Accademia infatti custodiscono una delle sue opere più note: l’Uomo vitruviano.

Questo pregevole disegno si ispira al modello proposto nell’antichità dal matematico Vitruvio che individua il corpo umano e le sue parti come unità di misura per la progettazione architettonica. 

Nei suoi appunti Leonardo dice di aver scoperto la soluzione matematica della quadratura del cerchio andando oltre le soluzioni proposte da Archimede (di cui era un grande ammiratore). Di questa elaborazione però non rimane alcuna traccia.

Uomo Vitruviano - Gallerie dell'Accademia, Venezia - Veneto

Uomo Vitruviano - Gallerie dell'Accademia, Venezia - Veneto

Dopo Venezia il Maestro torna per un breve periodo a Firenze, e nel 1502 giunge in Romagna al fianco di Cesare Borgia (uomo d'arme e di potere, figura controversa del Rinascimento, al quale Nicolò Machiavelli si ispira per comporre il suo trattato “Il Principe”).

Inizia per Leonardo un periodo avventuroso al fianco drl Valentino, del quale è consigliere militare e “Architetto et Ingegnero Generale”. Il Borgia ha un grande progetto: creare uno stato forte e moderno che prefiguri l’unificazione dell’Italia riunendo sotto il suo dominio la Romagna, parte delle Marche e della Toscana. 

Leonardo non apprezza la spregiudicatezza di Cesare Borgia, ma ne ammira la determinazione. Inizia a viaggiare in modo frenetico fra le fortezze del Ducato per rafforzarne le difese. Visita Urbino, Rimini, Cesena, Pesaro, Cesenatico e altre città delle Marche e della Romagna. Approfondisce i suoi studi sull’idraulica e progetta fortificazioni, ma dopo che il Borgia fa strangolare con l’inganno quattro oppositori, fra i quali un suo amico, Leonardo decide di andarsene.

Codice Atlantico (Codex Atlanticus), f. 117 recto Leonardo da Vinci - Pinacoteca Ambrosiana, Milano - Lombardia

Codice Atlantico (Codex Atlanticus), f. 117 recto Leonardo da Vinci - Pinacoteca Ambrosiana, Milano - Lombardia

Del passaggio di Leonardo in Emilia-Romagna non rimangono molte testimonianze ma, dal 1839, la Galleria Nazionale di Parma ospita una delle sue opere più raffinate: la Testa di Fanciulla, nota  anche come La Scapigliata.

La Scapigliata - Museo Nazionale di Parma - Emilia Romagna

La Scapigliata - Museo Nazionale di Parma - Emilia Romagna

Leonardo non ama la guerra, che descrive “una pazzia bestialissima” ma al tempo stesso la sua opera è piena di invenzioni militari. Si tratta di una strana contraddizione, che porta Leonardo a tenere segreti i progetti di alcune armi (ad esempio quelle sottomarine), per timore che possano essere usate per “assassinamenti nei fondi dei mari”. Ma, al tempo stesso, in qualità di geniale Ingegnere Militare, ritiene che sia lecito utilizzare strumenti bellici micidiali per difendersi e contrastare i nemici.

Codice Atlantico (Codex Atlanticus), f. 33 recto Leonardo da Vinci (1452-1519) - Pinacoteca Ambrosiana, Milano - Lombardia

Codice Atlantico (Codex Atlanticus), f. 33 recto Leonardo da Vinci (1452-1519) - Pinacoteca Ambrosiana, Milano - Lombardia

Leonardo ha inventato numerosissime macchine da guerra e oggi, nel Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, è possibile repliche e modelli fedeli delle sue invenzioni.

Dalla nave speronatrice a cannoni a otto e addirittura trentatré canne, proiettili ogivali, carri armati, sfonda-carene per le battaglie navali, e molto altro ancora. Il museo ospita anche una splendida collezione di modelli tratti dagli studi di Leonardo sul volo.
Leonardo progetta macchine in grado di imitare il modo di volare degli uccelli e pensa che siano necessari meccanismi e leve capaci di amplificare il movimento delle braccia e delle gambe.

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano - Lombardia

Disegna diversi modelli, anche se non sappiamo se alcuni siano mai stati realizzati. Fra essi c’è lo “strumento a vite che si fa femmina con l’aria” ossia l’antenato del moderno elicottero.

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano - Lombardia

Leonardo si convince che la cultura dominante utilizza un metodo sbagliato nella ricerca delle verità. Invece di sperimentare si limita a pensare, mentre secondo il pensiero leonardesco non può esservi conoscenza senza verifica. Una concezione che anticipa di oltre un secolo le idee di Galileo sul metodo sperimentale. Ritiene preferibili le piccole verità accertate che le grandi verità non dimostrabili.

Scrive nei suoi appunti: “Voi mi considerate un uomo senza lettere, ma siete degli stolti perché le mie cose sono tratte dall’esperienza, non dalle parole”.
Contesterà sempre la cultura letteraria-filosofica che considera disonorevole lavorare con le mani e fare ricerca e sperimentazione.

Il desiderio di conoscenza di Leonardo è insaziabile e lo spinge a esplorare ambiti fino ad allora inimmaginabili, come l’anatomia umana. Questa macchina perfetta lo affascina, vuole sapere cosa c’è dentro, come funziona e cosa accade quando si ferma. L’anatomia è ancora ai suoi primordi e Leonardo è il primo a rappresentare il corpo umano con una serie di disegni stupefacenti. Inventa l’illustrazione anatomica, ancora oggi utilizzata dai moderni disegnatori.
Studia muscoli, ossa, tendini, vene capillari, arterie, inventa le immagini esplose – che servono per comprendere la relazione fra due organi – ma non riesce a comprendere la funzione del cuore.

I suoi studi di botanica lo portano fuori strada, e lo inducono a pensare che la circolazione del sangue sia regolata come quella della linfa delle piante (una linfa ascendente e una discendente). Non ritiene il cuore un muscolo motorio ma bensì una stufa che serve a riscaldare il sangue. 

Studi anatomici - Leonardo da Vinci

Studi anatomici - Leonardo da Vinci

Il contributo di Leonardo a tante discipline scientifiche è decisivo. Anche in astronomia ha intuizioni fondamentali: il calore del sole, la scintillazione delle stelle, la terra come pianeta, la luna, la centralità del sole (tesi eretica, che per molti anni ancora avrebbe suscitato contrasti e opposizioni). 

A quel tempo si era lontani dall’aver capito le leggi di gravitazione, ma Leonardo già paragona i pianeti a delle calamite che si attraggono a vicenda, spiegando il concetto di attrazione gravitazionale.

IL RITORNO A FIRENZE 

La vita di Leonardo si intreccia con quella dei grandi protagonisti del Rinascimento: Lorenzo il Magnifico, Ludovico il Moro, Cesare Borgia, Nicolò Machiavelli.
Ma anche artisti come Botticelli, Perugino, Raffaello - che è un suo grande ammiratore.
Intrattiene ottimi rapporti con tutti tranne che con Michelangelo, altro grande protagonista del Rinascimento.

I due si trovano ad affrontarsi sul terreno della pittura. Nel 1503 a Firenze ricevono l’incarico di affrescare due grandi pareti della Sala dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. Entrambi devono rappresentare una battaglia: Leonardo quella di Anghiari, Michelangelo quella di Cascina.
Leonardo deve cimentarsi nuovamente (come per il Cenacolo) con la tecnica dell’affresco.
È una tecnica familiare per Michelangelo, che realizza le sue opere con grande rapidità e sicurezza, ma non per Leonardo, che ha bisogno di tempi più lungi ed eventualmente della possibilità di rifare o di ritoccare alcune parti.
Leonardo decide di utilizzare una diversa tecnica, anche per dare maggior resistenza ai colori: la così detta tecnica dell’encausto usata dai Romani e descritta da Plinio. Il risultato è disastroso. A causa della carenza della fonte di calore necessaria a fissare il colore sulla parete, l’opera ben presto inizia a deteriorarsi. 
La Battaglia di Anghiari fu visibile per circa 50 anni, prima di essere coperta dagli affreschi del Vasari, incaricato di ristrutturare e decorare la sala.

Sala dei Cinquecento, Palazzo Vecchio - Firenze, Toscana

Grazie alle riproduzioni di artisti come Rubens, oggi abbiamo la possibilità di farci un’idea su quale fosse l’aspetto dell’affresco. Il confronto con Michelangelo non fu possibile perché il Buonarroti non realizzerà, qui, alcun affresco.Battaglia di Anghiari - Rubens

Battaglia di Anghiari - Rubens

Dello stesso periodo è la Gioconda, opera immensa che la Storia dell'Arte definisce, semplicemente, “Il quadro”. Per quanto se ne sa, è il ritratto di una gentil donna fiorentina, moglie di un certo Francesco del Giocondo. Sembra che Leonardo dovesse fare anche il ritratto del marito. Quello che è certo è che l’opera non fu mai consegnata. Dopo 4 anni di lavorazione, come sempre saltuaria, Leonardo la tenne per sé.  Su questo volto e sorriso è stato detto di tutto: che è il ritratto di una donna incinta, persino che è un uomo, o che Leonardo ha rappresentato sé stesso in versione femminile.

La Gioconda - Francia

La Gioconda - Francia

IL RITORNO A MILANO E LA PARENTESI A ROMA

Nel 1505 Leonardo è nuovamente a Milano. Abita a San Babila, oggi quartiere di grandi palazzi e negozi.
Dopo 7 anni torna a vedere il suo Cenacolo e con sorpresa nota che molti giovani pittori si ispirano al suo dipinto e lo replicano.
Nel corso di brevi viaggi visita Como, giunge alle pendici del Monte Rosa e a Vaprio d’Adda.

San Girolamo penitente - Pinacoteca Vaticana, Città del VaticanoNel 1513 parte per Roma, ospite di Giuliano de’ Medici presso gli appartamenti del Belvedere al Vaticano.

Nella Pinacoteca Vaticana è oggi possibile osservare il “San Girolamo penitente”, opera incompiuta databile al 1480.

A Roma si dedica agli studi di meccanica, ottica e geometria ma la sua passione per gli studi anatomici lo spinge a proseguire le sue ricerche negli obitori.
Una lettera anonima lo accusa di stregoneria e con la morte del suo protettore Giuliano de’ Medici Leonardo è costretto a lasciare Roma.
Le ultime notizie sul suo soggiorno nella Città Eterna lo vedono alle prese con la misurazione della Basilica di San Paolo fuori le mura.

IL TRASFERIMENTO IN FRANCIA

Leonardo è vecchio ha vissuto una vita avventurosa, ed ora è alla ricerca di pace e tranquillità. Accetta, quindi, l’ospitalità del Re di Francia Francesco I che gli offre una dimora (il piccolo castello di Clos-Lucé) ad Amboise, a 225 Km da Parigi. Leonardo parte per il suo ultimo viaggio, da cui non farà più ritorno.

Il genio italiano ha ormai 65 anni.

Autoritratto di Leonardo - Biblioteca Reale di Torino, LombardiaNella Biblioteca Reale di Torino è possibile farsi un’idea dell’aspetto di Leonardo intorno ai 60 anni di età grazie al suo famoso autoritratto. La Biblioteca Reale oggi custodisce 13 disegni di Leonardo più altri 6 di scuola leonardesca.

Leonardo realizza tutti i suoi disegni, anche gli schizzi, curando ogni dettaglio. Ogni capello, ogni pelo della barba è reso con enorme precisione, eppure il viso non è finito: manca la sommità della fronte, parte della barba ma si ha l’impressione di vederle. 

Questo autoritratto più che essere fedele come una fotografia è un’interpretazione che Leonardo dà al proprio volto utilizzando raffinati giochi di luce.

La produzione artistica di Leonardo non è molto ampia ma il numero di scritti e disegni è enorme e forse rappresenta l’opera più importante che ci ha lasciato

La Biblioteca Reale di Torino conserva il suo Codice sul volo degli uccelli, mentre la Pinacoteca Ambrosiana di Milano custodisce la più ampia raccolta di disegni e scritti di Leonardo: il Codice Atlantico
Codice Atlantico, f. 26 verso Leonardo da Vinci (1452-1519) - Pinacoteca Ambrosiana, Milano - Lombardia

Codice Atlantico, f. 26 verso Leonardo da Vinci (1452-1519) - Pinacoteca Ambrosiana, Milano - Lombardia

Ben 1119 fogli che abbracciano 40 anni di studi spaziando fra anatomia, astronomia, chimica, geografia, botanica, meccanica, studi sul volo e progetti di architettura.
Oltre al Codice Atlantico, la Pinacoteca Ambrosiana ospita anche un'opera pittorica di Leonardo: il Ritratto di musico, giunto nel museo nella seconda metà del '600.

Ritratto di musico - Pinacoteca Ambrosiana, Milano - Lombardia

Ritratto di musico - Pinacoteca Ambrosiana, Milano - Lombardia

Sempre a Milano si trova il Codice Trivulziano 2162: cinquantuno carte, databili fra il 1478 e il 1493, conservate nella Biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco.

Nonostante l’insorgere di un ictus che gli paralizza la mano destra, Leonardo amplia la raccolta dei suoi Codici. Un anno prima della sua morte si trova nei suoi scritti una frase significativa: “io continuerò”.

Il 2 maggio 1519, all'età di 67 anni, Leonardo muore.

Dieci anni dopo, la chiesa di Saint-Florentin di Amboise in cui era sepolto fu devastata e la sua tomba andò distrutta. Le sue ossa vennero disperse e i resti sepolti in una fossa comune.

Nel 1984 delle ossa ritrovate e attribuite a Leonardo furono poste nella cappelletta di Saint-Hubert presso il castello di Amboise.

Si chiude così la vicenda umana di Leonardo ed inizia il Mito.

«Sì come una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire.» Leonardo da Vinci