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I laghi del Trentino Alto Adige

Nota per le sue montagne dalle pareti rosate, la regione del Trentino Alto Adige è un paradiso naturalistico e una tappa imperdibile anche per gli amanti del turismo lacustre. I suoi circa trecento specchi d'acqua, di varia dimensione e a diversa altitudine, sono dei gioielli incastonati fra valli, montagne e altipiani.Riva del GardaLago di Garda
Quando si pensa ai laghi del Trentino il primo bacino che viene in mente è quello del Garda, il più grande d'Italia, diviso anche tra Veneto e Lombardia, che qui si estende nell'Alto Garda.
La parte settentrionale del lago bagna le rive di località costiere che costituiscono una forte attrazione per gli appassionati di sport acquatici come la vela, la canoa e il windsurf, per gli amanti della spiaggia e per chi cerca relax nella confortevole cornice delle Dolomiti che svettano in lontananza e di porticcioli raffinati.
Torbole, per la sua posizione che la pone al centro di forti venti e correnti, è particolarmente amato dai surfisti; mentre Arco e Riva del Garda appagano escursionisti, ciclisti, campeggiatori e amanti del turismo termale e della buona cucina.
Poco più a sud troviamo la Val di Ledro con l'omonimo lago, uno dei più limpidi della regione.
Qui è possibile fare passeggiate ed escursioni in bicicletta, lungo 200 chilometri di pista ciclabile, o distendersi sulla spiaggia circondata da prati e boschi.
Per conoscere meglio la zona e la cultura del lago, si consiglia una visita al Museo delle Palafitte che raccoglie gli oggetti della vita quotidiana delle popolazioni vissute in riva al lago anche 4000 anni fa.

Verso Trento
Spostandosi verso Trento, difficile rinunciare a un soggiorno nella Valle dei Laghi che con i suoi nove bacini lacustri, fra cui Terlago, Lagolo e Lamar, è particolarmente interessante per la varietà delle  specie faunistiche e botaniche e per la sua alternanza climatica.
Particolare, la Val del vent (Val di Cavedine) dove dalla tarda mattinata spira una piacevole brezza che facilita la navigazione a vela anche per i principianti. Senza contare, poi, l'opportunità di visitare edifici di carattere storico e suggestivi castelli come quello di Madruzzo e Toblino.
Sempre in prossimità di Trento, ma sul versante opposto, nella Valsugana, il lago di Caldonazzo è il più vasto specchio d’acqua della zona, in cui è permesso praticare lo sci d'acqua e, insieme al Lago Levico, più piccolo e pochi chilometri più a est, è uno dei più miti del Sud Europa; consente quindi di fare il bagno da maggio a settembre. Infine, da non dimenticare il Lago di Molveno, un lago alpino di origine naturale che Antonio Fogazzarò definì "preziosa perla in più prezioso scrigno", particolarmente apprezzato per aver ottenuto più volte le Cinque Vele nella Guida Blu di Legambiente e Touring Club Iitaliano.

Alto Adige
Anche l'Alto Adige, con i suoi incantevoli paesaggi alpini e i suoi numerosi specchi d'acqua, presenta una vasta gamma di scelte per i villeggianti. Balneabili e non, naturali e artificiali, i laghi, circondati da boschi e montagne, sono ideali per praticare sport e vivere momenti di riposo.
Caldaro, Fiè, Carezza, il lago di Resia, i laghi di Sopranes sono solo alcune delle mete della regione, anch'esse meta di importanti flussi turistici. In particolare, si segnala il Lago di Braies, situato nella Val Pusteria, che offre la possibilità di fare facili passeggiate nei dintorni e, verso Bolzano, il Lago di Caldaro, il più caldo dell'arco alpino.
Infine, una piccola gemma incastonata fra abeti svettanti: il lago di Carezza, un tappa romantica e suggestiva, chiamato anche il “lago dell’arcobaleno”, in ladino (la lingua originaria della zona) “Lec de Ergobando”, per via di una affascinante leggenda con sirenette e stregoni, una delle tante che appartengono alle Dolomiti.

Informazioni utili

Curiosità
Il Lago di Carezza, noto anche come “Lago dell'Arcobaleno”, deve questo appellativo a una leggenda che racconta di una meravigliosa sirenetta che viveva nelle profondità del lago, della quale si innamorò il mago Masarè.
La strega Lanwerda consigliò al mago di travestirsi da venditore di gioielli e di creare con questi un arcobaleno dal Catinaccio fino al Latemar. Il mago fece così, ma dimenticò di travestirsi; la sirenetta lo vide e da quel momento s'immerse per sempre nelle acque del lago. E il mago, infuriato, buttò l’arcobaleno in pezzi nel lago. Ancora oggi il lago brilla magicamente in tutti i colori dell’arcobaleno.