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FIRENZE, LA MAGIA DEL RINASCIMENTO ITALIANO RIVIVE NELLA GALLERIA DEGLI UFFIZI

Lo straordinario connubio tra la genialità di Giorgio Vasari e il mecenatismo dei Medici in uno dei più bei musei del mondo


L’arte del Trecento e del Rinascimento è racchiusa qui, nelle mura di uno dei musei più famosi del mondo per le sue pregevoli collezioni di dipinti e di statue antiche: La Galleria degli Uffizi di Firenze
Un’architettura che non ha paragoni negli edifici del Cinquecento e testimonia la grandezza di un’epoca feconda e singolare. 
Costruita per volontà del granduca Francesco I e su progetto del grande architetto Giorgio Vasari, la Galleria corona l'ultimo piano del maestoso edificio degli Uffizi (nome che rende omaggio all'originale funzione della struttura, ovvero gli uffici amministrativi della famiglia Medici).
Questa loggia, arricchita di capolavori nel corso degli anni, è la testimonianza dell’amore per l’arte dei numerosi esponenti della dinastia medicea, appassionati collezionisti di dipinti, sculture e oggetti. A loro sono succeduti i Lorena e poi lo Stato Italiano che nel corso dei secoli hanno continuato la grandiosa opera di valorizzazione e ampliamento della Galleria. 
La visita nelle ampie sale della Galleria è fonte di una continua meraviglia: sculture classiche, arazzi, arredi e soprattutto capolavori di pittura (dall’arte del Trecento a quella Rinascimentale, giungendo sino al ‘700). 
È così possibile ammirare, tra gli altri: l'Adorazione di Magi di Gentile da Fabriano, la Battaglia di San Romano di Paolo Uccello, la Madonna Rucellai di Duccio di Buoninsegna, la Maestà di S. Trìnita del Cimabue, la giottesca Madonna d'Ognissanti, i Ritratti dei Duchi di Urbino di Piero della Francesca, Trittico Portinari di Hugo van der Goes, la Primavera e la Venere di Botticelli, l'Adorazione dei Magi di Leonardo, Il Tondo Doni di Michelangelo, la Madonna del Cardellino di Raffaello, la Venere d'Urbino di Tiziano, il Bacco del Caravaggio. Capolavori che rendono omaggio all’arte italiana e non solo, infatti nel 1565 il Vasari fece costruire un corridoio (il cosiddetto Corridoio vasariano) con la funzione di collegamento tra gli uffici dei Medici nell’attuale Galleria e Palazzo Pitti, allora residenza della stessa famiglia, attraverso Ponte Vecchio, e ne decorò le pareti con opere di Guido Reni, dei Carracci, di Artemisia Gentileschi. La presenza poi di importanti raccolte di pittori tedeschi, olandesi e fiamminghi, tra cui Dürer, Rembrandt, Rubens, Van Dyck, Velázquez, e la famosa collezione degli autoritratti degli artisti valorizza ancor più questo luogo già incantevole. Questa struttura di innovativa natura architettonica appare come un ambiente di passaggio sospeso; lunga un chilometro e piuttosto stretta, stupisce per la scenografica vista sull’Arno e sulla Chiesa di Santa FelicitaIn realtà dal corridoio si scorge l’interno della Chiesa stessa così come lo vedevano i Medici quando assistevano alle varie attività; lungo una parete esiste infatti una finestra che si affaccia su quello che un tempo era il palco privato della famiglia. Giorgio Vasari, artista prediletto dei Medici e figura chiave delle iniziative promosse dalla famiglia fiorentina, con gli Uffizi ha lasciato un’impronta indelebile del sua versatilità artistica, inutile dire, quindi, che la visita alla Galleria è una tappa obbligatoria per chi voglia conoscere la ricchezza del patrimonio italiano. 


LA MOSTRA  

 La città di Firenze, in occasione del quinto centenario della nascita dell’eclettico artista Giorgio Vasari (1511-1574), ha reso omaggio a questa grande figura del Rinascimento italiano attraverso l’interessante mostra “Vasari, gli Uffizi e il Duca”; un’esposizione che ha preso le mosse dalla personalità dei protagonisti-artefici per far conoscere quello che è considerato da molti il museo d’arte per antonomasia. 

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